Ha avuto prima il coraggio di pensarlo, e poi di provarci. Parliamo di Ciro Immobile e del suo gol di tacco segnato al Cagliari. A tempo scaduto, raccogliendo un pallone che tutti - quasi tutti - avrebbero stoppato col piede, a terra, per poi provare a fare qualcosa di più logico. Ma il gol di tacco - è nella sua natura - è illogico già in partenza. Il gol di tacco è un'equazione matematica complicatissima e per risolverla ci vuole buona tecnica, sfrontatezza e fortuna, che non guasta mai. Devi sentire una vocina che ti dice: fallo ora. A segnare sono capaci in pochi. Di recente abbiamo ammirato il gol di tacco del francese Giroud in un Arsenal-Crystal Palace. 

Forse il più bel gol di tacco segnato in serie A è stato quello di Roberto Mancini a Parma. Era un Parma-Lazio. Dentro quella giocata c'era tutto: virtù, vizio, piacere fisico. Mancini fece una giravolta da fare invidia a Bolle. Prima di lui il gol di tacco per eccellenza era stato quello di Bobby Gol, Roberto Bettega, a San Siro, in un Milan-Juve: tacco ad incrociare, rasoterra, su cross dalla destra, intervenendo in anticipo suol difensore. Spesso il gol di tacco è una giocata alla cieca. Come fece un altro Mancini, Amantino, in un derby di Roma. Altro derby, di Milano, e altro gol di tacco: questa volta di Palacio. 

Un tacco bello ma inutile fu quello di Alessandro Del Piero, nella finale di Champions persa dalla Juventus di Lippi con il Borussia Dortmund nel ’97 (Del Piero ne segnò un altro in un derby di Torino, tra l'altro con qualcosa di simile al movimento di Immobile…). Il tacco che ci ha fatto più male è stata l'acrobazia di Ibrahimovic, che in area affollata come il bagno delle ragazze in discoteca indovinò un pertugio e - spalle alla porta - bucò Buffon: era Italia-Svezia, Europeo 2004 (Ibra ne segnò uno straordinario a San Siro, contro il Bologna, alzando la gamba molto in alto: due centimetri più in là e avrebbe staccato di netto la testa al rossoblù Terzi. un colpo di taekwondo). 

Gianfranco Zola ha fatto impazzire i tifosi del Chelsea incrociando le gambe - e colpendo il pallone di tacco - in una partita a Stamford Bridge contro il Norwich: la magia è entrata nella top 10 dei gol di tutti i tempi del Chelsea. C'è gente che aveva una predilezione per il colpo di tacco: Socrates, detto il "Tacco di Dio" (ma li faceva più che altro a centrocampo), ma anche l'algerino Madjer, il "Tacco di Allah", che si esibì nella prodezza addirittura in finale di Coppa dei Campioni: Porto-Bayern del 1987, suo il gol del vantaggio. Ma il "tacco di spalle" più bello è probabilmente quello di Cristiano Ronaldo in un Real Madrid-Rayo Vallecano di qualche anno fa. Una staffilata no look da far paura. 

Il gol di tacco - in sostanza - rappresenta uno dei massimi gesti estetici del calcio. Il coefficiente di difficoltà è sempre molto alto, ma quando si entra nel club poi si fa fatica a uscirne: sarà così anche per Ciro Immobile, tra due, cinque, dieci anni, anche il suo gol diventerà un punto fermo nell'aneddottica dei gol di tacco. 

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