80

Settanta minuti di Milan, venti di Fiorentina, ma quei venti colorati di viola sono stati pazzeschi. Sotto di un gol e con un uomo in meno, Iachini ha fatto la mossa che ha ribaltato la partita, ha tolto un centrocampista (Castrovilli), inserito una punta vera (Cutrone) e allargato Chiesa a fare l’esterno destro di un 3-4-2 che ha sconquassato il Milan, fino a quel momento padrone del gioco e meritatamente in vantaggio. La Fiorentina si è scatenata mentre il Milan barcollava. Vlahovic ha avuto la prima occasione per pareggiare in contropiede (!) e qualche minuto dopo Cutrone si è procurato un rigore (per un contatto con Romagnoli) proprio su assist di Vlahovic. Al 40' Pulgar lo ha trasformato nel gol dell’1-1 e qualche minuto dopo, Caceres e Vlahovic, su cross di Cutrone, hanno sprecato la doppia occasione per una vittoria pazzesca. A rileggerla a mente fredda viene da pensare che il Milan l’abbia buttata via. Ma Pioli deve chiedersi che fine abbia fatto la sua squadra in quel finale tumultuoso, quando la Fiorentina si è ribellata con uno spirito simile a quello del suo allenatore, il vero protagonista della gara con la mossa di Cutrone. E’ come se Iachini avesse letto dentro la testa della sua squadra. Ci voleva la scossa, Beppe l’ha capito e la Fiorentina ha pareggiato. Sono stati minuti terribili per il Milan, fantastici per i viola.

FIORENTINA DIETRO - La squadra di casa veva iniziato aspettando il Milan nella sua metà campo, secondo un’impostazione tattica ormai consolidata. A differenza del solito, però, il pressante attacco esterno dei rossoneri, con Hernadez-Rebic a sinistra (il lato che ha portato i pericoli maggiori) e Conti-Castillejo a destra, ha costretto la difesa viola a snaturarsi, allargando Milenkovic sulla destra per controllare Rebic (con Lirola che si preoccupava delle discese di Hernandez), mentre a sinistra si abbassava Dalbert per coprire Castillejo. Spesso, e inevitabilmente, era una difesa a quattro quella dei viola, una difesa messa a dura prova dalla manovra arrembante della squadra di Pioli.

OCCASIONI VIOLA - La Fiorentina ha fatto bene il primo quarto d’ora, quando ha avuto due volte la palla buona per segnare, la prima con una rarissima incursione di Milenkovic entrato in area rossonera palla al piede (tiro parato da Donnarumma), la seconda con Castrovilli (conclusione alta) dopo che Chiesa, con forza e caparbietà, aveva strappato la palla proprio a Donnarumma, rimasto acciaccato nello scontro.

POI SOLO MILAN - Era il 12'. Da quel momento la squadra di Pioli si è impossessata del gioco, ha alzato il ritmo e ha fatto paura alla Fiorentina, salvata da Dragowski ma anche dall’ex viola Rebic che di testa, solo e davanti al portiere polacco, ha girato male e debolmente un cross di Castillejo: Milenkovic aveva sbagliato il tempo di uscita facendo un passo in avanti nel tentativo di mettere in fuorigioco il croato. Il Milan giocava con Bennacer (micidiali i suoi strappi, nonostante la 12a ammonizione, primatista assoluto in Serie A), con Hernandez e Castillejo, ma soprattutto con Ibrahimovic che spesso abbandonava l’area di rigore per trasformarsi nel regista offensivo della squadra. Lavoro prezioso quello dello svedese, ma che intralciava i movimenti di Calhanoglu, non a caso in ombra mentre tutto il resto del Milan funzionava bene.

IBRA E IL VAR - Quando Zlatan ha deciso di fare l’attaccante ha segnato un gol fantastico per impeto, rabbia, forza, tecnica e determinazione. Il liscio di Dalbert ha favorito il guizzo di Ibra che ha saltato Pulgar e Caceres e ha piazzato la palla vicino al palo. C’era il meglio della sua storia in quel gol. Solo che Calvarese è stato richiamato da Nasca al Var: durante l’azione Ibrahimovic aveva toccato la palla col braccio, possiamo dire pure che la palla aveva urtato il braccio dello svedese. Per le nuove regole, gol da annullare. Per il senso del calcio, gol da convalidare. Ma le regole ci sono e vanno applicate. Così la Fiorentina si è salvata.

FUORI DONNARUMMA - Dopo 7' del secondo tempo, Donnarumma si è arreso. Si era fatto male nello scontro con Chiesa, ha resistito a lungo prima di cedere la porta al debuttante Begovic, impegnato subito da un colpo di testa di Chiesa. Con la stessa personalità del primo tempo, ma ancora con più forza, più decisione e perfino più ritmo, il Milan ha spinto la Fiorentina quasi al limite della sua area.

IL COLPO DELL’EX - Il gol che ha portato in vantaggio il Milan è stato frutto proprio di questa apprensione nella difesa viola. In affanno, perfino un difensore esperto come Caceres ha respinto di petto in area un cross di Calhanoglu, respinta che Pezzella non si aspettava, Rebic invece sì e proprio lui, con l’opportunismo di Pippo Inzaghi..., ha piazzato la palla in rete. Pezzella si è addirittura spaventato dall’irruzione di Rebic.

IN 10 MA CON 3 ATTACCANTI La Fiorentina ha accusato il colpo. Doveva cambiare partita, non poteva più aspettare e, costretta ad alzarsi, ha lasciato spazi che il Milan ha subito sfruttato. Ibra è partito verso l’area viola e Dalbert l’ha steso. Per Calvarese l’esterno fiorentino era solo da giallo, ma Nasca dal Var l’ha richiamato un’altra volta: era una chiara occasione da gol. Così Calvarese ha cambiato idea ed ha estratto il rosso per Dalbert. Era il 17'. Sei minuti dopo Iachini ha trasmesso alla squadra il messaggio di cui la squadra aveva bisogno per tentare l’impresa: dentro un’altra punta, Cutrone, 3-4-2 con Chiesa esterno destro e Lirola (poi Igor) a sinistra.

UN ALTRO EX DECISIVO - E’ stata come una scossa. La Fiorentina, libera da qualunque esigenza tattica, costretta ad attaccare, si è scatenata e il Milan prima si è fermato poi si è perso. Cutrone, ex come Rebic, è stato l’uomo decisivo per un pari che frena la corsa del Milan, raggiunto al 6° posto dal Napoli e col rischio di essere scavalcato da Verona e Parma. Una squadra che punta all’Europa non può farsi riprendere in quel modo.




IL TABELLINO

 

Fiorentina-Milan 1-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 11’ s.t. Rebic (M), 40’ Pulgar (F)

Fiorentina: Dragowski, Pezzella, Milenkovic, Caceres, Lirola (27’ s.t. Igor), Duncan, Pulgar, Castrovilli (22’ s.t. Cutrone), Dalbert, Vlahovic, Chiesa. All. Iachini

Milan: Donnarumma (6’ s.t. Begovic), Conti, Gabbia (28’ s.t. Musacchio), Romagnoli, Hernandez, Kessiè, Bennacer, Castillejo (34’ s.t.Saelemaekers), Chalanoglu, Rebic, Ibrahimovic. All. Pioli

Arbitro: Calvarese di Teramo
Ammoniti: 12’ p.t. Bennacer (M), 25’ p.t. Calhanoglu (M), 30 s.t. Caceres (F), 40’ s.t. Hernandez (M)
Espulsi: 16’ s.t. Dalbert (F)