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Stadio Juve, ipotesi crollo colposo. Prefettura 'E' agibile'

Stadio Juve, ipotesi crollo colposo. Prefettura 'E' agibile'

 

Pericolo di crollo colposo: è questa la principale ipotesi di reato, per ora solo teorica, formulata dalla Procura di Torino nell'inchiesta, sfociata oggi in alcune perquisizioni, sul nuovo stadio della Juventus. Gli indagati sono tre. Il procedimento riguarda la fornitura di acciaio non conforme alle norme.
 
Un avviso di garanzia è stato consegnato a Giovanni Quirico, un dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Torino, e agli ingegneri Francesco Ossola e Paolo Erbetta. Il primo, secondo quanto si è appreso, è chiamato in causa come collaudatore, i secondi come direttori dei lavori.
 
L'attività nel nuovo stadio della Juve comunque proseguirà: la decisione è stata presa in serata al termine di un vertice in Prefettura durante il quale è stata confermata la solidità strutturale dello stadio, dunque agibile. Al vertice hanno partecipato il presidente della Juve, Andrea Agnelli, il sindaco di Torino, Piero Fassino, e il prefetto, Alberto Di Pace.

Immediata la reazione della Juventus che ha ribadito "la propria certezza sull'assoluta sicurezza strutturale dello stadio, ne ha fornito documentazione, ed è fiduciosa che tale circostanza emergerà anche dall'inchiesta della magistratura": lo scrive in una nota pubblicato sul proprio sito ufficiale, confermando "il regolare svolgimento delle partite programmate". La Juventus ha preso atto "della comunicazione del Sindaco Piero Fassino" e ha confermato "di essere informata di un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Torino nella quale - ha sottolineato - la società è parte lesa" . La società bianconera, infine, ha ringraziato il Prefetto di Torino, Alberto Di Pace, e il sindaco Fassino, "per l'efficace e tempestiva collaborazione odierna".

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