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In casa Genoa si è abbattuta la maledizione infortuni, un flagello che fino ad ora ha colpito Miguel Veloso, Houssine Kharja, Beppe Sculli, Raffaele Palladino e Rodrigo Palacio. Per tutti almeno un mese di stop; il più sfortunato, Sculli, starà lontano dai campi per almeno due mesi. Ma si tratta solamente di sfortuna? E' possibile che la dea bendata abbia voltato le spalle ai rossoblù in maniera così clamorosa?

Sicuramente una buona dose di sfortuna c'è, soprattutto per dove è stato colpito il Genoa: dei sei lungodegenti tre sono attaccanti, quattro se ci si mette anche Rudolf che dovrebbe recuperare per l'Inter. Gli altri due sono i due centrocampisti centrali, ruolo che con l'uscita di scena di Juric sembrava già in nettà difficoltà. La cosa che fa più riflettere è la 'qualità' degli infortuni, tutti di natura muscolare, se si esclude il caso di Miguel Veloso. La domanda è quindi d'obbligo: è veramente solo sfortuna?

Ad aggravare la situazione c'è la recidività: l'anno scorso ancora una volta ad inizio stagione, altra epidemia e altrettanti giocatori colpiti. All'epoca si trovò l'alibi dell'Europa League che levava forze e tempo per allenare al meglio la condizione fisica degli uomini di Gasperini. Tutti pensavano che col passare del tempo e senza l'intralcio europeo la crisi sarebbe passata Ma così non è stato: quest'anno l'Europa League non c'è più, si gioca una partita alla settimana e tempo per la preparazione fisica ce n'è davvero molto.

Le ipotesi sul perché di questa situazione sono tante: la preparazione sbagliata fin da agosto, oppure un carico troppo pesante ad inizio anno per partire lanciati che avrebbe sovraccaricato le gambe dei calciatori fino a farle andare in tilt. Gasperini e il suo staff ci stanno lavorando, forse in maniera tardiva visto le avvisaglie della stagione passata. Per ora non sembrano in grado di dare una spiegazione reale, sempre che questa esista e che non sia davvero solamente sfortuna. Se così fosse alternative non ce ne sarebbero: bisognerebbe solamente sperare che la dea bendata torni a voltarsi verso Genova, scacciando la maledizione.