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A Sanremo hanno vinto i Maneskin con la canzone “Zitti e buoni”. Al Maradona, contro il Bologna, ha incantato Lorenzo Insigne con uno show degno di un palcoscenico importante come quello dell'Ariston. Si era detto di tutto e di più sul capitano del Napoli dopo lo sfogo per il pareggio incredibile subito su calcio di rigore al 95' in casa del Sassuolo. Il Magnifico si era dovuto subire critiche a destra e a manca perché aveva offeso i compagni all'entrata degli spogliatoi del Mapei Stadium. Ognuno aveva detto la sua e addirittura qualcuno voleva che la fascia gli fosse tolta.

Sono passati quattro giorni e gli stessi professorini hanno cambiato idea e hanno portato in trionfo il numero 24 partenopeo. Vien da ridere con questa analisi ondivaga su un calciatore che in tanti rimpiangeranno quando già dal prossimo anno potrebbe cambiare casacca. Essendo, infatti, in scadenza di contratto nel 2022 difficilmente ci potrà essere un rinnovo. E a quel punto, liberandosi a parametro zero, ci sarà la fila per accaparrarsi le prestazioni del talento italiano più forte in questo momento.

D'altronde basta vedere i numeri dell'incontro con il Bologna per rendersi conto di quanto Insigne sia fondamentale per il gruppo di Gattuso. Il destro chirurgico dell'1-0 e l'azione del 3-1 hanno evidenziato le qualità di un campione che quando decide di vincere le partite lo fa da solo. L'avrebbe potuto fare anche nel match di Milano con l'Inter che è stato un po' lo switch della stagione azzurra ma l'arbitro Massa lo mandò fuori incredibilmente perché si sentì offeso dalle parole del capitano dopo le proteste per un fallo di Ospina su Darmian che decise poi l'incontro per i meneghini. Se valesse la legge del fischietto di Imperia, allora in ogni partita ci dovrebbero essere rossi a iosa e si giocherebbe cinque contro cinque. Ma c'è chi ha voglia di sentire e chi, invece, pur di diventare protagonista interviene e fa danni. Di sicuro non è colpa dell'Inter ma undici contro undici quella sfida sarebbe finita diversamente e il Napoli non avrebbe poi subito un calo subito dopo. Ma l'arbitro fa parte del gioco. D'altronde anche Chiffi di Padova qualche pecca ce l'ha avuta. Come si fa a non vedere la spinta in area di Danilo su Politano nel primo tempo? Ma se proprio gli fosse sfuggita, anche il Var si è addormentato. Ma a quanto pare i rigori per il Napoli, che per altri sono sempre l'arma in più, se non sono evidentissimi non vengono mai fischiati.
Torna un po' di sorriso, quindi, a Castel Volturno dopo i tre punti incassati con il Bologna. De Laurentiis si è detto soddisfatto della reazione dopo il pari con il Sassuolo. Al termine dell'incontro si è recato negli spogliatoi e ha scherzato anche con Gattuso. C'è un segnale di disgelo che, però, non eviterà la separazione con il tecnico calabrese al termine del torneo. Il patron deve assolutamente centrare la zona Champions per la prossima stagione, altrimenti dovrà per forza di cose rivedere i suoi piani. Ci sarà un ridimensionamento notevole senza i soldi della Uefa. Saranno venduti quasi tutti i campioni e si dovrà puntare su un gruppo molto giovane (classe ’98 massimo) che dovrà essere capace, grazie ad un allenatore in gamba, di restare nelle zone alte della classifica evitando di soffrire molto. Il buco finanziario sarà grande, non ci sono i mezzi per ricapitalizzare come fanno le altre big e quindi l'unico modo per andare avanti è quello di cedere i pezzi pregiati (Koulibaly, Fabian e forse anche Lozano). Giuntoli è già stato allertato da don Aurelio e sicuramente prima del 23 maggio già avrà le idee chiare. Sul difensore senegalese c'è il Bayern Monaco, lo spagnolo interessa molto all'Atletico Madrid. La Premier è pazza del messicano.

Tornando all'attualità c'è un tris di partite in trasferta contro Milan, Juventus e Roma che deciderà, nel bene e nel male, il futuro del Napoli. Ringhio si gioca tutto sperando di poter fare quanti più punti e possibile per rimanere ancora in corsa per la Champions. Altrimenti è la fine...