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Massimo Moratti è tornato a parlare dopo le dichiarazioni polemiche contro la classe arbitrale, rilasciate nel post-partita di Atalanta Inter. Queste le parole del patron neroazzurro ai giornalisti presenti davanti agli uffici della Saras: “Per quanto riguarda ieri, non ho cambiato idea. Non c'entra essere arrabbiato o no. Credo di non dover spiegare meglio basta vedere dove sta andando questo campionato e soprattutto nei nostri riguardi. Quando c'è una volontà di colpire nel dubbio... Nel dubbio il rigore su Rocchi non si dà, nel dubbio, ma non è esistito niente, il nostro rigore contro si da e ci sono venti giornate che non vediamo un rigore”. Moratti ha commentato anche le dichiarazioni di Paolo Bonolis a Inter Channel, riportate dal sito ufficiale dell’Inter: “Io non sono Bonolis. Ognuno può avere la sua opinione come io ho la mia come io ho quella del danneggiamento costante. Schierare la Primavera? Mah, aiutare ancora di più no (ride, ndr)”. Infine, anche un commento sulla prestazione dei suoi giocatori, dopo il rigore assegnato all’Atalanta, e sulle possibilità di qualificazione in Champions League: “Black out dopo il rigore? Sicuramente i giocatori non devono essere così fragili altrimenti è troppo semplice. Champions? Penso che sia difficile. Cessioni? Presto per parlarne ora”. 

Poco dopo, è arrivata la risposta del presidente della FIGC, Giancarlo Abete: "Buona fede degli arbitri? Moratti dovrebbe crederci. Questi errori dispiacciono al mondo arbitrale e alla Federazione".

14.25 La rabbia di Massimo Moratti nei confronti degli arbitri deve avere dei limiti, i medesimi che sicuramente sono da additare anche ad Andrea Stramaccioni e ai giocatori dell'Inter. Le colpe non sono mai di una persona sola, ma non è possibile pensare alla mala fede dei direttori di gara. Altrimenti non avrebbe senso nemmeno partecipare al campionato di serie A.

Le parole di Massimo Moratti sono arrivate a caldo, dopo una gara che ha visto i nerazzurri gioire, piangere, tornare a sorridere e sprofondare nuovamente nel baratro. Il desiderio di parlare manca, quanto accaduto al Meazza ha fatto salire la rabbia: "Dopo un rigore così inesistente non credo alla buona fede". Una frase che però non sarebbe nemmeno dovuta uscire dalle labbra di Moratti, anche se sono in molti a pensare che il patron nerazzurro abbia voluto attirare su di sé attenzioni e polemiche per lasciare tranquilla la squadra.

Che il momento sia delicato è normale, un posto nella prossima Champions League sembra un miraggio. Il fallimento totale di una stagione sembra ormai dietro l'angolo, non resta che conquistare la Coppa Italia per raddrizzare una stagione nata male e che si sta concludendo anche peggio.