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Una settimana, la partita con l’Udinese e poi saluteremo anche questa stagione.

Un anno che ha riportato l’Inter a vincere qualcosa, non una cosa qualsiasi, non una Coppa Italia (che ha comunque sempre la sua importanza) per ricominciare ad abituarsi ad alzare trofei ma la corona di Regina del campionato dopo 11 anni.

L’importanza di questo scudetto non è da sottovalutare. L’Inter di Conte in 2 stagioni  ha fatto nettamente più punti di tutti, ha ottenuto un secondo e un primo posto con numeri record in difesa e attacco ma soprattutto ha detronizzato la Juventus campione per nove anni impedendole di vincere un “leggendario” decimo scudetto di fila.

La mentalità della squadra nerazzurra si è vista anche in queste tre partite contro Sampdoria, Roma e Juventus. Gli uomini di Conte non hanno mai mollato un centimetro, hanno annichilito la Sampdoria, dominato la Roma e reso alla Juventus la vita molto difficile.

La partita contro i bianconeri però ha avuto, come spesso succede quando queste due squadre si affrontano, un match dentro un match.

Purtroppo il protagonista assoluto è stato l’arbitro Calvarese che ha letteralmente rovinato la partita. Arrivare dopo anni di carriera a chiuderla così non deve essere una cosa semplice da digerire e da metabolizzare. 
Purtroppo quando si deve analizzare il comportamento dell’arbitro all’interno del derby d’Italia non si può scappare dai giudizi “condizionati dal tifo”, è sempre così. A caldo ci può stare ma a freddo tutti dovrebbero essere in grado di riuscire a fornire un’analisi più lucida e obiettiva possibile.

Ci provo in queste righe anche se credo che poi non sia così difficile sbilanciarsi in episodi di una certa evidenza.

Non sono un moviolista ma Calvarese ha perso la “brocca” dopo aver capito di aver rovinato la partita con l’ingiusta e macchiavellica espulsione di Bentancur. Da quel momento in poi l’arbitro ha rincorso se stesso e i suoi errori forse nel tentativo di riequilibrare la gara e cancellare l’ingiustizia.

Da li in poi però è stato un susseguirsi di decisioni prese a sfavore dell’Inter. 

Due gol regolarissimi annullati in maniera fantasiosa (senza il var nemmeno il 2-2 sarebbe stato convalidato) e il rigore del decisivo 3-2 in cui è Cuadrado che commette fallo su Perisic. Insomma Calvarese ha forse arbitrato la sua partita peggiore proprio nel momento dell’addio al calcio. E’ come se un giocatore nella sua ultima partita in serie A facesse perdere la propria squadra facendola retrocedere commettendo 2 o 3 autogol. Incredibile. 
Detto questo l’Inter, come giustamente ha sentenziato Stellini nel post partita, ha giocato il suo match onorandolo anche se non aveva in realtà più nulla da chiedere al campionato.

Ora c’è l’Udinese ma, cosa molto più importante, in mezzo c’è il futuro con l’incontro tra Zhang e Conte. Sarà un crocevia in vista della prossima stagione e, dalla decisione del mister, forse si capirà anche l’ambizione futura della società.

L’Inter ha vinto lo scudetto numero 19, mollare le ambizioni dopo tutta questa fatica fatta per risalire fino alla cima sarebbe un peccato.

Poche ore, forse pochi giorni e tutto sarà chiarito. Speriamo tutti però che sia ancora l’Inter di Antonio Conte!