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Per sessanta minuti l’Inter è stata così brutta da costringere Conte all’ennesima stortura comunicativa della stagione. Un’altra contraddizione in corso d’opera, anche se questa volta è uscita fuori una verità che il tecnico salentino aveva finora voluto occultare. Inutilmente, a dire il vero, come a voler nascondere il pagliaio dietro l’ago. L’Inter rischia grosso, sbanda molto e subisce altri due gol. Ne segna quattro, ma per la prima volta Conte non si dice soddisfatto per aver segnato più dell’avversario. Anzi, di fronte alle telecamere espone il problema e fa pubblica ammenda: “L’anno scorso abbiamo chiuso meglio, abbiamo perso cattiveria e attenzione in certe situazioni e dobbiamo ritrovarci in fretta”. Conte non gode più per l’atteggiamento spregiudicato e per l’appeal europeo. Il tecnico nerazzurro si preoccupa per le lacune, le stesse che in molti avevano evidenziato e che lui aveva sperato di camuffare. 

MALUMORI IN SOFFITTA - Conte aveva torto, su questo come su altri aspetti. Ma su una cosa aveva ragione, anzi, ci ha proprio visto lungo. Voleva Lukaku, ha fatto di tutto per averlo e ai tempi era l’unico a crederci così tanto. Buon per lui, visto che ormai da mesi Conte si aggrappa sulle spalle larghe e rocciose del centravanti. I nerazzurri, a corto di idee e con un gioco approssimativo, hanno il belga come soluzione a ogni problema. Un bell’espediente anche per Conte, che nasconde ancora una volta i mugugni della piazza nel baule su in mansarda. Malumori resi meno severi da Lukaku, che a Conte sta salvando la panchina e non solo.