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A margine del pareggio contro lo Spezia, il tecnico dell'Inter, Antonio Conte, ha parlato ai microfoni di Sky e ha espresso la propria idea sulla Superlega. 

Che valore dai a questo pareggio?
“La pressione si sente, è inevitabile. Non dimentichiamo che tanti calciatori stanno lottando per la prima volta per vincere qualcosa di importante. Oggi, avessimo vinto, non avremmo rubato nulla. L’intensità è stata giusta, ma serve più qualità sotto porta. La partita l’abbiamo giocata bene, con le giuste geometrie. Ma va bene così, mi interessa sempre la prestazione e che i ragazzi stiano sul pezzo. Le giornate sono sempre meno e vediamo il traguardo, per questo la pressione aumenta. Adesso dobbiamo recuperare bene, domenica ci aspetta una gara fisica contro il Verona”.

Il lavoro in questi giorni è stato più complicato anche pensando alla Superlega?
“Abbiamo avuto solo un giorno dopo la partita contro il Napoli. Siamo rientrati lunedì e poi martedì abbiamo preparato la partita. Il lavoro è stato concentrato e poi inevitabilmente abbiamo ascoltato le notizie giunte”.
Qual è la sua opinione?
“Da uomo di sport penso che non si debba mai dimenticare le tradizioni perché appartengono alla storia. Non dimentichiamo che deve esserci passione nei confronti dello sport e non per ultimo, lo sport deve essere meritocratico. Lavoriamo per cercare di vincere e per guadagnarci qualcosa, la meritocrazia va sempre messa al primo posto. Ma detto questo, anche l’Uefa deve riflettere su quanto accaduto, visto che riserva solo una minima parte dei ricavi alle squadre che partecipano. Perché le squadre investono e mettono i calciatori, vengono spremute. L’Uefa rifletta bene e inizia a pensare che lo società devono essere premiate in maniera più congrua rispetto a quanto accade. La Uefa non investe niente, le società sì. Se dai diritti prendi 10 e te ne tieni 7, non credo sia giusto. La proporzione deve essere diversa”.

Questa storia può aprire un fronte diverso?
“Da questo punto di vista non ho fatto grandi riflessioni sulle formule. La Champions deve giocarla chi se la guadagna, poi che sia a 32, 48 o 52 squadre non interessa. Deve esserci il merito sportivo, altrimenti di cosa parliamo? Il calcio perderebbe sale, sostanza e significato. La meritocrazia deve essere al Primio posto e voglio ribadirlo, la Uefa rifletta sulle fette di ricavi da ridistribuire”.

In conferenza stampa Conte ha aggiunto: ​"Se mi vedo a lungo all'Inter? Noi oggi possiamo incidere solo sul presente. Sappiamo che i programmi societari sono cambiati per tanti motivi. Alla fine della stagione si dovrà fare chiarezza, questo è inevitabile. E i tifosi lo meritano. Ci vuole progetto chiaro? Sì".