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L'Atalanta dopo il Parma. Alessandro Bastoni sfida il suo passato, si gode il presente all'Inter prima in classifica e lavora per un futuro da colonna della Nazionale. Il difensore classe 1999 è stato tra i migliori in campo anche nel posticipo di giovedì, nonostante stia giocando da diffidato. Come Barella, Brozovic e Lukaku non si è fatto ammonire e così sarà titolare pure lunedì sera a San Siro contro i nerazzurri di Gasperini. 

L'allenatore che lo fece esordire in Serie A quattro anni fa, quando l'Inter intuì subito le sue doti e lo prenotò investendo ben 31 milioni di euro. Una cifra che allora suscitò qualche dubbio
per un ragazzo promettente sì, ma ancora molto giovane e poco esperto. Le due stagioni seguenti a Bergamo e a Parma gli sono servite per crescere, ma il vero salto di qualità l'ha fatto con Conte. Il quale, sin dall'inizio della sua avventura a Milano, gli ha dato una fiducia che il ragazzo sta ripagando con gli interessi. 
 
 
Bastoni ora di milioni ne vale una cinquantina e ha attirato l'interesse di diversi club europei. Ma l'Inter è tranquilla e aspetta solo che si risolvano i problemi della proprietà cinese per ratificare l'accordo già trovato con il suo agente. Il difensore è pronto a prolungare il contratto dal 2023 al 2025, con tanto di (meritatissimo) aumento di stipendio. Fatta eccezione per i due portieri di riserva Padelli e Radu, oggi è il calciatore della prima squadra meno pagato di tutti. Ma il suo ingaggio è destinato a salire da 1,5 a 3,5 milioni di euro netti all'anno. Un giusto premio a quello che è già diventato il miglior difensore italiano per rendimento.