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Finora si era distinto per le idee di gioco e la qualità della manovra, ma contro l'Inter, il tecnico dello Shakhtar, Castro, non è stato così brillante. Questo è quanto scrive la Gazzetta dello Sport. 

“Dei due esterni “da paura” s’è visto un po’ Taison, l’ultimo ad arrendersi, mentre Marlos è stato un disastro più o meno come tutti gli altri. E nel disastro collettivo andrebbe inserito anche Castro, il tecnico portoghese che fin qui aveva messo in mostra una manovra veloce e tecnica, quasi gioiosa, combinazione di disciplina ucraina e fantasia brasiliana. Tutto scomparso prima di cominciare quando, temendo forse Barella, cade in tentazione anche lui: rinuncia al 4-2-3-1 arretrando Alan Patrick mezzala del 4-3-3. Non sarebbe cambiato niente qualsiasi sistema avesse scelto, ma così lo Shakhtar si trova “uno contro uno” in mezzo e in attacco. E crolla sotto i colpi del più forte e attrezzato. Non c’erano invece dubbi che avrebbe gestito il possesso basso (oltre il 60% nel primo tempo) facendo girare la palla, nella speranza che l’Inter aggredisse spalancando praterie per Dodo e gli altri. Naturalmente Conte non c’è cascato. Inter attenta, diligente e letale”.