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Ci sono partite che possono restare nella storia di un club anche senza determinare direttamente la vittoria di un titolo. Non si tratta di finali vinte o di match che assegnano punti decisivi per la conquista di un campionato, ma sono quelle sfide che, quando le si rivede a distanza di anni, lasciano una sensazione precisa, quella del punto esatto in cui è iniziato il percorso inesorabile di una squadra verso il successo.

Anche se quel giorno non era presente, Antonio Conte ricorda bene lo storico Juventus-Fiorentina 3-2 della stagione 1994-95: la viola in vantaggio di due gol a zero al Delle Alpi, la doppietta di Vialli, il gol capolavoro di Del Piero a firmare una rimonta da leggenda. Era solo il 4 dicembre, ma da quel match iniziò la cavalcata della Juve di Lippi verso uno scudetto che a Torino mancava da nove anni. 

Ieri all'Inter di Conte è accaduto qualcosa di analogo, anche se non in modo così spettacolare come alla Juve di quell'anno (se non altro per l'assenza della cornice di pubblico): sotto di due gol contro il Torino, in venticinque minuti fra il 64' e l'89' i nerazzurri hanno segnato quattro reti ai granata e vinto la partita con il risultato di 4-2. 
Spetterà ora all'allenatore e alla squadra far tesoro di questa vittoria, preziosissima per la classifica e per il morale. Starà a loro fare in modo che questi tre punti, raccolti con l'anima e la forza dei singoli, andando oltre a un gioco di squadra ieri completamente assente, possano in futuro essere ricordati come quelli che iniziarono la rincorsa verso il tricolore. E non, come accadde all'Inter nel gennaio del 2005 nella rimonta per 3-2 sulla Sampdoria, come un successo fine a stesso, buono per un dvd da collezionare ma non per il palmares.