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E’ stato un fulmine a ciel sereno. Nessun interista avrebbe voluto ricevere questa notizia ma purtroppo è successo. Lukaku si è infortunato. Un risentimento muscolare all’adduttore che lo terrà fuori contro il Parma e, forse, fino alla sosta di novembre. L’Inter non è in un momento fortunato tra infortuni, errori dell’Uefa e positivi al Covid ma per ora Romelu, il giocatore più decisivo per le sorti della squadra, si era salvato. Prima o poi doveva succedere e alla fine è capitato. Lukaku non è disponibile!

La vittoria contro il Genoa aveva dato smalto e morale all’Inter e al suo allenatore. Il risultato di Marassi poteva essere qual trampolino di lancio per sbaragliare lo Shakhtar e abbatterne le difese. Purtroppo non è andata così. L’Inter ha dominato l’avversario ma, nonostante il pressing nella metà campo avversaria, la squadra di Conte non è riuscita a segnare dovendo rinunciare alla vittoria e ai 3 punti che, in questo girone, sarebbero stati fondamentali.

La squadra di Castro si è chiusa nella propria metà campo fin da subito, senza quindi nascondere la propria idea di calcio e la propria tattica nell’affrontare gli undici di Conte. Troppo fresco forse il ricordo del 5-0 della semifinale Uefa di 2 mesi fa per consentire agli ucraini di replicare lo stesso canovaccio. Si sa in fondo che sbagliare è umano ma perseverare nell’errore è diabolico. Castro forse si è ricordato del proverbio e ha chiuso i rubinetti nerazzurri. Undici uomini in trincea con l’obiettivo tattico di portare a casa un punto preziosissimo dopo i 3 conquistati inaspettatamente in trasferta a Madrid. Lo Shakhtar ha raggiunto il suo obiettivo, di contro l’Inter purtroppo per noi no.

Lo scopo dell’Inter era ovviamente quello di vincere dopo aver sprecato l’occasione in casa contro il Borussia. Ma una cosa nella partita di martedi è saltata subito all’occhio. Chiusi i rifornimenti e le linee di passaggio verso Lukaku l’Inter si è trovata spiazzata. Conte insiste sul fatto di voler dominare la partita, di fare il gioco senza paura ma se il piano non funziona la palla va a Lukaku. Il belga è il piano A e il piano B, con lui gli equilibri si spostano, con lui si crea sempre qualcosa di pericoloso. Ma se gli avversari riescono a “limitarlo” sembra che ad oggi la squadra ne soffra troppo, sembra non riuscire a trovare le soluzioni alternative. Soluzioni che ora andranno per forza trovate.
Sarebbe facile leggere la situazione solo con l’ausilio dei numeri. Romelu in una stagione e mezza ha segnato 41 gol in 58 partite, tutto questo lasciando spesso rigori e punizioni ai compagni. Ma non sono solo i gol a spiegare il suo peso nella squadra. Lukaku sposta gli equilibri, da solo crea spazio per i compagni, dispensa assist e apre praterie per gli inserimenti dei centrocampisti, senza di lui iniziano i dolori o quantomeno i grattacapi. Si parla di “dipendenza” e trovo sia tanto giusto quanto normale. L’Inter è dipendente dal suo campione come tutte le squadre che negli undici hanno un giocatore troppo sopra la media. Se in campo c’è il fuoriclasse, il trascinatore, il catalizzatore è ovvio che i compagni lo cerchino e si affidino alla sua “grandezza” per portare a casa la partita. Ma non sarebbe però giusto eccedere nel confidare sempre e solo in lui perché poi capita che davanti ti trovi lo Shakhtar di turno e vai in difficoltà.

L’Inter ha in rosa ottimi giocatori che nella loro rispettiva posizione possono fare la differenza o, quantomeno, possono sicuramente contribuire di più alle eventuali buone sorti della squadra. Conte ora deve trovare le alternative e creare un tipo di gioco diverso che passi per giocatori con caratteristiche inevitabilmente diverse da quelle del gigante belga. Ci sono talenti e personalità che dovrebbero e dovranno emergere di più perché possono farlo: Brozovic, Eriksen, Hakimi, Vidal e Lautaro hanno le capacità per essere decisivi se vogliono ma devono essere più “cinici”, coraggiosi e intraprendenti. 

Chi è già riuscito a fare questo salto è Barella. Lui crede di poter essere decisivo e, infatti spesso lo è. Lukaku è il nostro top player, un giocatore che fa la differenza ma, per vincere e continuare eventualmente a farlo, non si può pensare di far pesare tutto sulle sue pur larghissime spalle perchè poi ti capita di non averlo e la squadra i punti li deve fare lo stesso. L’assenza di Romelu peserà eccome soprattutto in una sfida importante come quella di Madrid. Ma la rosa di Conte ha tante frecce al proprio arco da sfruttare. Se togliamo Lukaku, Skriniar e i mai arruolabili Vecino e Sensi il tecnico leccese ha tutti a disposizione. Ora si deve fare senza Romelu, sarà più difficile certo ma non dovrà essere un alibi per una squadra che resta comunque in grado di fare bene comunque.