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    Inter, Dumfries segna ancora ma è sul mercato: dopo Perisic possibile un altro addio sulla fascia

    Inter, Dumfries segna ancora ma è sul mercato: dopo Perisic possibile un altro addio sulla fascia

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    Sacrificare gli esterni per trattenere le altre pedine fondamentali della squadra. La strategia dell'Inter negli ultimi anni sembra questa; l'estate scorsa la cessione di Achraf Hakimi al Psg per 60 milioni più 11 di bonus, poi poche settimane fa il mancato rinnovo di Ivan Perisic che chiedeva più di quanto la società nerazzurra offrisse e adesso la potenziale uscita di Denzel Dumfries. L'olandese infatti, arrivato ad agosto 2021 proprio per sostituire Hakimi, potrebbe anche lui lasciare Milano dopo una sola stagione. Ancora nessuna offerta ufficiale ma diversi interessamenti, sia dalla Premier League (in particolare il Manchester United) che dalla Germania, con il Bayern Monaco sulle tracce dell'esterno nerazzurro.  Acquistato per 12,5 milioni più bonus, in via della Liberazione considereranno offerte a partire dai 40 milioni di euro. 

    GOL E MESSAGGIO ALL'INTER - In gol sia ieri contro la Polonia sia la settimana prima nella vittoria dell'Olanda contro il Belgio. Dumfries si sta rendendo assoluto protagonista con la sua Nazionale, impegnata nel girone di Nations League. Non solo le due reti, l'olandese ha anche parlato della sua avventura in Italia intervistato da NOS: "È stato un anno fantastico, ricco di avvenimenti. All’inizio è stato un po’ difficile ma me lo aspettavo visto il cambio di nazione e campionato, è stata la prima volta per me fuori dall'Olanda. Poi però mi sono sentito davvero bene, mi sono sentito come a casa. È molto bello giocare in Italia, mi piace la loro cultura”. Inter significa casa, un messaggio che anche altri calciatori nerazzurri, circondati da voci di mercato, hanno mandato in queste settimane. Hakimi, Perisic e tornando nel passato anche Joao Cancelo, i tifosi nerazzurri si sono abituati a salutare gli uomini di fascia in questi anni. Per Dumfries la storia si può ripetere anche se cambiare entrambi i titolari delle corsie nello stesso anno può rivelarsi una scelta fin troppo rischiosa. 

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