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Meritocrazia, questa sconosciuta. Un discorso da fare in molte aziende italiane, tra queste c'è anche l'Inter del direttore dell'area tecnica Marco Branca, ancora lì, al suo posto, nonostante errori da matita rossa e figuracce. L'ultima è la gestione dell'affaire Carew, arrivato per sostenere un periodo di prova di 7-10 giorni, ma rispedito in Norvegia dopo solo un giorno di test fisici e atletici. "Non è pronto prima di maggio" è stato il verdetto del dottor Combi,  Branca, invece, avrebbe assicurato all'intermediario che ha portato l'ex attaccante di Roma e Valencia in Italia, che Stramaccioni l'avrebbe comunque testato sul campo. I ben infomati parlano di un Moratti visibilmente irritato e stufo dell'ennesima gaffe del suo uomo mercato, tanto che la parola "divorzio" sta inziando a circolare dalle parti di Corso Vittorio Emanuele.

Tolti gli arrivi di Juan e Handanovic, Branca negli ultimi tre anni è stato più un danno che una risorsa, ha sbagliato con la scelta dei tecnici, da Benitez a Gasperini, e gli acquisti sul mercato. Ha buttato via tanti soldi per Alvarez, Castaignos, Zarate, Alvaro Pereira,Jonathan, Silvestre, Forlan e Rocchi, ha gestito male gli addii di Coutinho,Julio Cesar e Sneijder, non è riuscito a portare a Milano Paulinho nonostante sei mesi di trattativa e x viaggi in Brasile, e ha dovuto strapagare (11 milioni di euro) Kovacic, per anticipare la concorrenza degli altri club.

Branca ha senza dubbio l'attenuante di un lavoro complicato e ricco di insidie, fare mercato per una big come l'Inter, in tempo di austerity, non è semplice, ma gli errori iniziano ad essere troppi. C'è in gioco la credibilità dell'Inter.