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Non poteva andare diversamente: l’Inter ha colto tutti i suggerimenti dell’annus horribilis, analizzato le lacune e cercato sul mercato soluzioni ai propri problemi. Dalla difesa all’attacco ne esce una squadra visceralmente trasformata, così com'era nelle idee di Roberto Mancini, primo sostenitore di una rivoluzione annunciata dopo Inter-Parma della passata stagione. 

IL NUOVO CHE AVANZA - Mercato sostenibile e funzionale quello svolto dalla società di corso Vittorio Emanuele, in grado di intervenire laddove ce n’era bisogno. Partendo dalla difesa, reparto che in più occasioni ha dimostrato di non saper reggere lo stress che il campionato italiano impone. Poi avanti con le corsie laterali, il centrocampo e l’attacco, per un totale di undici nuovi acquisti, di cui otto probabilmente titolari nella futura Inter nei piani di Roberto Mancini. Il nuovo che avanza ed il vecchio che retrocede, portandosi dietro rammarico e delusione per quello che sarebbe potuto essere e non è stato, per le tante - probabilmente troppe - opportunità avute, quasi mai sfruttate nel migliore dei modi. Sentirsi ridimensionati ferisce, passare da intoccabili a panchinari sa di fallimento ed è per questo motivo che a gennaio in casa nerazzurra potrebbe esserci un’altra mini-rivoluzione. 

MUSI LUNGHI - Il caso più emblematico rimane quello di Andrea Ranocchia: fascia da capitano al braccio e maglia da titolare ogni domenica. Fino all’acquisto di Miranda, che da ultimo arrivato gli ha immediatamente scucito i gradi da superiore, spedendolo in panchina senza alcuna riverenza. Stessa sorte è capitata a Juan Jesus, che 'panchinato' da Murillo si è accontentato di un posto da terzino sulla corsia di sinistra, ma il recente arrivo di Alex Telles presuppone che a breve anche il brasiliano dovrà andare e fare posto. I musi lunghi all’interno dello spogliatoio rischiano di essere molti, oltre ai sopracitati ci sono anche i vari Nagatomo, D’Ambrosio e Dodo, per quanto riguarda la difesa.
C’E’ ANCORA SPAZIO PER MEDEL? - Qualche scontento potrebbe esserci anche a centrocampo: dopo l’arrivo di Felipe Melo, quelli che rischiano di più sono Brozovic e Medel. Roberto Mancini pensa a due versioni di Inter, una col centrocampo a tre (4-3-3) e l’altra con una linea mediana a due (4-2-3-1). Nel primo caso i titolari sarebbero Guarin, Melo e Kondogbia, mentre nelle seconda ipotesi la maglia da titolare potrebbero vestirla Kondogbia e Melo. 

DUE OBIETTIVI - Da qui a Natale saranno due i fattori che preoccuperanno maggiormente Mancini: amalgamare nel minor tempo possibile tutti i nuovi acquisti e cercare di tenere saldo uno spogliatoio, che in questo momento si presenta pieno zeppo di incognite. L’entusiasmo dei nuovi dovrà prevalere sul malcontento dei bocciati, almeno fino alla finestra del prossimo mercato, dove probabilmente verrà ultimato il lavoro di smaltimento.