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Andrea Stramaccioni professa calma e assicura che ad Appiano non si guardi la classifica. Tuttavia alcune considerazioni sul momento dei neroazzurri si rendono necessarie. Iniziamo dalla più evidente: i dieci punti in più in classifica rispetto all'anno scorso ed i solo sei gol subiti.

C'è poi da valutare l'armonia e l'unità d'intenti dello spogliatoio dove, oltre a capitan Zanetti, lo stesso Cambiasso sembra aver riscoperto la propria anima di condottiero. Il tutto è condito dalla fiducia reiterata dal presidente Moratti a Stramaccioni (ogni qual volta ne abbia la possibilità). Fiducia nei propri mezzi che non manca, di sicuro, allo stesso tecnico, il quale, fino ad ora ha dimostrato di saper gestire una "patatonissima bollente" come Cassano (mai così prolifico ed inserito nel contesto squadra come quest'anno). Il tecnico ha saputo utilizzare l'organico cambiando vari addendi ma non cambiando -quasi mai- il risultato. Inoltre, da valutare, il positivissimo recupero di Ranocchia (tornato su livelli d'eccellenza. Perchè in nazionale gli viene preferito Bonucci?) e l'ottimo inserimento di Juan Jesus. Handanovic ha dato sicurezza a tutto un reparto e pare proprio che il centrocampo, orfano della necessaria classe per colmare il gap con la Juventus, vedrà a Gennaio dei nuovi (e si spera decisivi) volti. 

Ma non è tutto oro quello che luccica e bisogna fare attenzione almeno a tre fattori: 1) il ritorno di Snejder (in tutti i sensi). Il contemperamento dell'esigenza di libertà del dieci olandese con gli equilibri della squadra. 2) il ruolo di Silvestre: sarebbe seccante dover bruciare un investimento importante come quello dell'argentino solo pochi mesi dopo. 3) I ruoli di Stankovic e Jonathan. Se il primo potrebbe rendersi nuovamente fondamentale con la sua classe e la sua intensità in mezzo al campo, il secondo sembra aver concluso già ad ottobre (e aggiungiamo noi: colpevolmente) le chance a disposizione.

In tutto ciò non bisogna mai dimenticarsi di due cose: 1) il fattore C: dove C sta per cinesi e cinesi sta per forti finaziamenti e spunto decisivo per la costruzione di una nuova casa neroazzurra entro il 2017. 2) la forte vicinanza del tifo interista a squadra, tecnico e società in questo nuovo progetto. 35.000 cuori abbonati ed un San Siro mai sotto i 50.000 presenti lo stanno a simboleggiare più di qualsiasi altra chaicchiera

Chi vivrà vedrà ma questa Inter sembra proprio un progetto ben avviato