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Wilfried Gnonto è sicuramente l'uomo copertina del nuovo ciclo dell'Italia di Roberto Mancini, entrato nella ripresa contro la Germania e subito decisivo a 18 anni con l'assist per il gol di Pellegrini. Un ragazzo maturo, più di quanto il fisico possa far trasparire, ma che è arrivato a questo livello per un percorso intrapreso, anche rischiando, quando 2 anni fa lasciò l'Inter a parametro zero per trasferirsi allo Zurigo rifiutando il primo contratto da professionista coi nerazzurri.

L'ADDIO ALL'INTER - "Ho preso un grande rischio all'epoca perché ero all'Inter, a casa mia, però ad un certo punto bisogna prendere una decisione anche difficile. A questa età bisogna giocare". Così ieri sera nell'immediato post-partita di Italia-Germania, l'attaccante di origini ivoriane ha voluto ribadire il percorso scelto per sé nell'ormai lontano gennaio 2020, quando la chiamata dello Zurigo lo convinse a dire addio ai colori nerazzurri. L'Inter rimase spiazzata perché contava di poter puntare tanto su di lui, ma l'addio di Gnonto consentì ai nerazzurri di iniziare a pensare ad un percorso diverso per i giovani che escono dalla Primavera nerazzurra.

CAMBIO DI STRATEGIE - Gnonto con lo Zurigo da luglio 2020 ad oggi ha all'attivo 62 partite e 11 gol fra i professionisti nonostante abbia solo 18 anni. "A questa età bisogna giocare" è il concetto che l'Inter ha appreso e fatto suo, iniziando ad intavolare rapporti stretti con società che i talenti nerazzurri possano farli maturare, in campo, in campionati veri e contro professionisti di ogni età. Stop ai prestiti in Serie B e C in società che spesso accoglievano i giocatori solo come forma di parcheggio di favore e non credendoci davvero. Sì a prestiti all'estero, lontano dalla "comfort zone" italiana, come successo per Vanhusden allo Standard Liegi prima, Satriano ed Agoumé al Brest oggi, ma anche Esposito al Basilea o Stankovic ed Oristanio al Volendam. Non tutte le ciambelle escono col buco, sia chiaro, ma la strategia è stata tracciata. I talenti top del vivaio nerazzurro devono giocare e confrontarsi col calcio dei grandi. Solo così potranno rappresentare davvero un valore per l'Inter del futuro.