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I nostri pensieri di tifosi erano rivolti a domenica sera, alla voglia di rivalsa dopo la sconfitta contro la Samp e il pari di Roma. Il passaggio del turno in coppa Italia ci aveva dato morale, essendo comunque la nona vittoria nelle ultime 11 partite giocate. Vincere a Firenze non è mai facile, soprattutto se si considera che i viola sono in ripresa e comunque hanno ancora nella testa la vittoria roboante di Torino contro la Juve. 

Già la Juve, arriva proprio lei domenica sera a San Siro. Diciamo che i bianconeri ci ritornano dopo aver vinto un paio di settimane fa contro il Milan. Noi interisti avremmo dovuto essere tesi e concentrati sul campo, perché questa partita può valere tantissimo. C'è in ballo la rivalità e soprattutto gli interessi di classifica. Non è decisiva, siamo solo a gennaio, ma sicuramente vincere il derby d'Italia porterebbe tanta tanta autostima a chi avrà la meglio. 
 
 
L'Inter con i big match ha ormai da tempo parecchi problemi, insomma sembrano esserle indigesti, la Juve nella sua discontinuità di quest'anno davanti alle squadre forti si esalta e tira fuori la propria artiglieria pesante. Con il Milan senza brillare i bianconeri hanno portato a casa la vittoria. Il Milan non perdeva da un anno e chi poteva fermarla se non loro? Saranno pure in difficoltà, ma quando c'è da alzare l’asticella loro lo fanno. Quello che a noi purtroppo finora è mancato. 

Ma l'Inter vuole dimostrare qualcosa e lo vuole fare subito. Conte ha frecce al proprio arco e sa che se la può giocare, ma la concentrazione dei suoi dovrà essere altissima. Noi tifosi avremmo dovuto essere impegnati a pensare solo a questo, al campo, alla sfida, ai giocatori, invece lo "tsunami" societario ha sconvolto i nostri umori e i nostri piani. 
Suning, bloccata dalle conseguenze del Covid e soprattuto dal governo cinese, non può più garantire l'impegno enorme dato alla causa finora. La pandemia ha rovinato le casse di tutte le società mondiali, gli introiti si sono azzerati e tenere a galla la barca è diventato quasi impossibile. Suning avrebbe potuto, ma il governo cinese ha detto "stop" e ha bloccato tutti gli investimenti all'estero. Un colpo da KO per Zhang che nella vicenda ha colpe zero! 

Non so come finirà, a breve lo scopriremo, non so chi sarà il nuovo proprietario, quanto investirà, se smantellerà per ripartire da zero o prenderà l'Inter attuale solo come punto di partenza. Certo è da parte mia il grande dispiacere per il progetto Suning costretto a interrompersi. Steven Zhang ci ha messo l'anima oltre che tanti soldi. Il presidente nerazzurro ha preso la società in un momento di difficoltà assoluta e l'ha rimessa in piedi. Ha lavorato tanto Zhang nonostante fosse in mezzo a una tempesta, riuscendo a portare la barca in porto. L'Inter è tornata a essere credibile, ha investito sul mercato, ha alzato il ricavi, rivalutato il brand e ottenuto risultati che da anni non raggiungeva. Il lavoro era in divenire e ci si apprestava a coglierne i frutti. Vedere interrotto questo lavoro a metà è molto triste e soprattutto frustrante. 

Zhang non ha deciso di interrompere il suo impegno, è stato costretto a farlo da forze esterne incontrollabili. Le battaglie contro i mulini a vento purtroppo non rendono granché. Mi dispiace davvero molto, Steven Zhang ha dato tutto e dal mio punto di vista ha lavorato bene. La crescita dell'Inter era evidente, mentre ora il futuro è un punto di domanda. Non voglio dire che sono pessimista, magari si andrà a stare meglio, si crescerà di più e più velocemente, ma il lavoro di Suning non meritava questo epilogo.