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"Ma Felipe Melo serve davvero a questa Inter?". Alla luce di quanto visto durante la tournèe cinese degli uomini di Mancini, è questa la domanda che affolla i pensieri dei tifosi nerazzurri. Nonostante le tre sconfitte contro Bayern Monaco, Milan e Real Madrid, che potrebbero far tornare gli spettri delle ultime deludenti stagioni e far storcere il naso ai tifosi più esigenti, i nerazzurri possono comunque trarre buone sensazioni dagli incontri fino ad ora disputati.

LA SORPRESA - Lo ha detto e lo ha più volte ripetuto: "All'Inter sono venuto per fare il regista". E' proprio Kovacic, uno degli uomini più discussi della passata stagione, la nota più lieta di questo precampionato interista. Mancini gli ha affidato le chiavi del centrocampo e, affiancadogli due mastini come Kondogbia e Brozovic, lo ha lasciato libero di esprimere il proprio talento. Giocata di prima, verticalizzazioni improvvise o accelerezioni palla al piede, proprio quelle cavalcate con il pallone incollato al piede che hanno fatto innamorare i tifosi nerazzurri sin dal primo momento. Nel match contro il Real Madrid il talento classe '94 ha espresso tutto il suo repertorio -errori di sufficienza compresi, come in occasione del raddoppio Merengue - : ha duettato con le sue "guardie del corpo" Kongobia e Brozovic, ha provato a innescare le punte con le sue geometrie e si è concesso qualche scorribanda palla al piede per creare superiorità numerica e spaccare il centrocampo della squadra di Benitez. Tatticamente c'è ancora molto da lavorare, ma se Mancini vuole una squadra che abbia sempre il pallino del gioco, Kovacic è l'uomo giusto da schierare in cabina di regia.

QUANTA PERSONALITA' - A cinque mesi dal trionfo al torneo di Viareggio la scalata di Assane Gnoukouri non ha ancora subito una battuta d'arresto. Il classe '96, senza proclami e senza essere eccessivamente sponsorizzato dalla stampa, si è guadagnato la considerazione di Mancini, che gli ha concesso l'esordio da titolare nel derby contro il Milan del 19 aprile scorso. Rapido di pensiero e preciso in impostazione, l'ivoriano ha retto il confronto contro i più esperti centrocampisti rossoneri di Sinisa Mihajlovic, risultando essere il miglior nerazzurro nel match contro i cugini disputato a Shenzen. Senza mai strafare, cercando sempre la giocata semplice ed efficace - fatta eccezione al sombrero rifilato a De Rossi alla 32esima di campionato -, Gnoukouri si è dimostrato un mediano di sicuro affidamento su cui  puntare per il futuro. Il presidente Thohir ha espresso il proprio gradimento per l'ivoriano chiudendo le porte ad un possibile prestito. Gnoukouri continuerà il suo processo di crescita, e lo farà alla corte di Mancini.

L'UNO O L'ALTRO - Nonostante le buone risposte ottenute dal croato e dall'ivoriano, però, Mancini non sembra ancora soddisfatto. Il tecnico di Jesi durante la sua permanenza al Galatasaray si è innamorato di Felipe Melo, e vorrebbe tornare ad allenarlo in nerazzurro. Considerando la presenza del cileno Medel, che in maglia nerazzurra viene schierato a centrocampo e non al centro della difesa come con la nazionale cilena, l'arrivo del brasiliano affollerebbe la mediana e rischierebbe di togliere spazio a due talenti che rappresentano il futuro dei nerazzurri. Ecco quindi che la domanda "Ma Felipe Melo serve davvero a questa Inter?" trova risposta. Sì, il trentaduenne brasiliano serve ai nerazzurri, ma a patto che venga ceduto Medel. Il centrocampista cileno piace al Galatasaray e potrebbe essere inserito proprio nella trattativa per arrivare a Felipe Melo, anche se non è da escludere un suo ritorno in Premier League, con il Liverpool che nelle scorse settimane aveva preso contatti con l'enorurage per sondare la disponibiltà al trasferimento.


Massimiliano Cappello