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E’ opinione diffusa e, dunque, assai condivisa che sarà proprio l’Inter, questa sera, a dare la mazzata definitiva alla Juve, battendola nettamente e spedendola del tutto lontana dalla Champions League.

Non posso che accodarmi a questa previsione, essendo stato il primo e - per un periodo - anche l’unico a sostenere che i bianconeri non solo non avrebbero vinto lo scudetto dopo nove consecutivi, ma che avrebbero mancato anche la qualificazione ad uno degli altri tre posti. Chi mi derideva è stato servito, ma il peggio deve ancora venire.

Questa sera, infatti, Conte si prenderà un’altra rivincita su Andrea Agnelli ricordandosi di almeno due cose.

La prima: il rancore che Agnelli gli porta da quando si dimise dalla Juventus dopo appena due giorni di ritiro.

La seconda: gli insulti dello stesso presidente della Juve, nella gara di ritorno di Coppa Italia, dopo che Conte aveva alzato il dito medio (in medio non stat virtus) a seguito delle provocazioni partite dalla panchina di casa.

Ora per Conte non poteva esserci occasione migliore di quella che si presenta. Arrivare a strappare materialmente lo scudetto dal petto degli avversari e, contemporaneamente, umiliarli con una sconfitta che gli tolga anche le ultime possibilità di Europa vera.

Si dirà che la mano gliel’hanno armata i bianconeri e che Conte non aveva bisogno di un paio di ragioni in più per vendicarsi a freddo e anche a caldo. Ma così è stato e non vorrei essere nei panni di Agnelli dopo la partita, quando gli sguardi si incroceranno inevitabilmente e all’allenatore dell’Inter sfuggirà almeno un ghigno, non si sa se più di soddisfazione o di scherno.
Certo, bisognerebbe saper vincere. E può anche essere - anche se penso il contrario - che al fischio finale Conte ci stupisca per eleganza e signorilità. Tuttavia, conoscendo i precedenti, ovvero le due sconfitte patite l’anno scorso con Sarri e il dispetto per l’eliminazione in Coppa Italia (con il ritorno polemicissimo a Torino), io credo di più alla versione contundente del tecnico interista. Probabilmente non è cattiveria agonistica, ma l’incapacità di controllarsi di fronte ad una gioia estrema. E quella di battere la Juve per la seconda volta in campionato lo è sempre, ma questa volta assai di più.

Partita dura, partita vera, come dovrebbero essere tutte anche in prossimità della fine del campionato. Ma penso che non sarà così. Il Napoli, per esempio, l’unica squadra sulla quale la Juve può fare la sua teorica corsa, giocherà in casa della Fiorentina, salva e storicamente nemica della Juve. E’ possibile che non vinca? E, ove mai non vincesse - ma lo devo vedere -, la Juve riuscirebbe mai a battere un’Inter assatanata?

L’ho scritto mercoledì sera e lo ribadisco adesso: i tifosi juventini devono abituarsi all’idea dell’Europa League e Andrea Pirlo consegnarsi ad un esonero inevitabile visto come sta finendo il campionato

E la Coppa Italia di mercoledì sera?

Premesso che la Juve andrà incontro ad un’altra cocente sconfitta, perché l’Atalanta è più squadra, è più in forma e, complessivamente, ha giocato sempre meglio, c’è davvero qualcuno che ritenga quell’eventuale successo, in qualche modo riparatorio rispetto alla mancata Champions?

Ovviamente no. Nulla è più grave, economicamente e sportivamente, dall’essere stati estromessi dall’Europa di prima fascia. Perciò Pirlo non sarà l’unico a pagare.