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"Tu non hai mai rischiato?". "Una volta ho messo 2 fisso a Inter-Cagliari". La risposta di Aldo a Giovanni, mentre Giacomo passa la notte in ospedale dormendo con la maglia di Sforza perché "quella di Ronaldo era finita", è una scena cult del film "Tre uomini e una gamba". Uscito al cinema nel 1997, l'anno di nascita di Nicolò Barella. 

Il centrocampista dell'Inter, a segno nel 3-1 in rimonta dell'andata, è squalificato e così salta la sua prima partita in questa stagione proprio contro la sua ex squadra. Che, scivolata a -5 dal Torino quartultimo in classifica, si presenta a San Siro con due ex nerazzurri nella formazione titolare (Godin e Nainggolan) più un altro in panchina: il "desaparecido" Asamoah
 
 


Restando in tema di ex, ce ne sono altri due che hanno messo gli occhi su Barella: Simeone (suo figlio Giovanni ha perso il posto da titolare in favore di Pavoletti, accostato all'Inter nello scorso mercato di gennaio) e Rummenigge, che lo porterebbero volentieri rispettivamente all'Atletico Madrid e al Bayern Monaco. Due grandi club europei, che però devono fare i conti con le volontà del calciatore e del suo club di appartenenza.
Infatti Barella non pensa di lasciare Milano e l'Inter non ha alcuna intenzione di cederlo. Anzi, i dirigenti sono pronti alla trattativa per blindarlo con un nuovo contratto. L'accordo attuale scade a giugno 2024 con un ingaggio da 2,5 milioni di euro netti all'anno. Cifra che dovrà necessariamente essere ritoccata verso l'alto, anche perché nel frattempo è cresciuto pure il suo valore sul mercato. Arrivato nell'estate del 2019 per 40 milioni di euro, ora il suo cartellino vale almeno il 50% in più: 60 milioni. 

Intanto Conte lo sostituirà con Sensi, favorito su Gagliardini e Vidal per completare il centrocampo con Erkisen e Brozovic, al rientro dopo il turno di squalifica scontato nel recupero vinto mercoledì sempre a San Siro contro il Sassuolo.