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Lo spogliatoio non ha mollato Simone Inzaghi. Oltre ai tre punti (6 nel girone di Champions) e la prestazione convincente, l’altro titolo che emerge dalla vittoria contro il Barcellona è proprio quello sul tecnico nerazzurro, che fino a ieri sembrava ormai con un piede fuori dall’Inter. Ad Appiano Gentile tirava da giorni una brutta aria, confermata poi anche a San Siro, quando lo speaker ha annunciato il nome dell’allenatore nerazzurro e lo stadio si è spaccato in tre parti: una parte ha reagito con freddezza, limitandosi a non pronunciare il cognome del tecnico, un’altra parte, invece, ha voluto manifestare il proprio dissenso con i fischi e, infine, c’è stata la Curva che lo ha sostenuto come in altre occasioni, tenendo fede alla posizione presa qualche giorno fa.

DAVIDE CONTRO GOLIA - La buona notizia arriva ovviamente dalla prestazione corale della squadra, dall’interpretazione e dall’abnegazione dei singoli, tradotta poi in clean sheet. Un miracolo in piena regola se analizziamo i numeri di Inter e Barcellona: Attacco top, quello dei catalani, contro una difesa, quella dei nerazzurri, che finora aveva fatto acqua da tutte le parti, soprattutto per il poco filtro dei centrocampisti. Errori marchiani e continue distrazioni, oltre che alcuni spifferi, spingevano Inzaghi ogni giorno più lontano dall’Inter ma la vittoria rimediata contro il Barcellona mette nuovamente tutto in discussione.

Se non altro perché l’Inter è scesa in campo da squadra, dando grande sensazione di unita. Un mano tesa verso Inzaghi, che finalmente rivede traccia di quanto seminato. Lo ha confermato anche Calhanoglu a fine partita: “Siamo con Inzaghi e lottiamo per lui”. Così il turco ha allontanato qualche nube che dall’orizzonte iniziava a guadagnare metri. La prova del 9 inizierà a breve, probabilmente già nel prossimo fine settimana, quando l’Inter affronterà il Sassuolo in trasferta e Inzaghi dovrà confermarsi.