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  • Inter, l’ossessione di Inzaghi con Chelsea e Liverpool che bussano alla porta

    Inter, l’ossessione di Inzaghi con Chelsea e Liverpool che bussano alla porta

    • Pasquale Guarro
    L’Inter è talmente bella da guardare che diventa naturale chiedersi quante e quali squadre europee stiano riflettendo sul fatto di portarle via l’allenatore. E poi è altrettanto naturale chiedersi cosa pensi lui, Simone Inzaghi. Dove si immagina in futuro, se si vede ancora all’Inter o se invece pensa che tutto sommato possa essere arrivato il momento di salutare e ripartire da un’altra piazza.  

    IL TIMORE - Quesiti forse un po’ prematuri, ma comprensibili per via del fatto che all’Inter sembra poter iniziare un ciclo e che inevitabilmente possa nascere del fastidio nell’immaginarlo finito ancor prima di vederlo avviato. La stessa sensazione che si era avuta con Conte, quando sembrava che i nerazzurri avessero marcato una tale distanza tra sé e gli altri da dover dominare per chi sa quanti anni, prima di fare i conti con le improvvise difficoltà della proprietà e l’addio burrascoso del tecnico salentino. 

    LA CRISI SUPERATA E QUEL BEL RAPPORTO…  -  Inzaghi non è solo quello che ha portato ricavi, bel gioco, trofei e una finale di Champions. Simone è anche quello che ha schiarito il cielo tossico di Appiano, quello che ha disinnescato le bombe lasciate dal suo predecessore e restituito sorrisi sui volti tirati della dirigenza. Fiducia reciproca e appoggio totale alle esigenze della proprietà. C’è però stato di mezzo un periodo di crisi univoco, quando Marotta aveva messo in seria discussione il futuro di Inzaghi al punto di non smentire un possibile esonero. Le risposte arrivarono dal campo, la squadra si compattò, fece fronte al calendario impegnativo e guadagnò la finale di Istanbul battendo il Milan in semifinale di Champions. Una boccata d’ossigeno per tutto il club, visto che senza quei ricavi qualche big sarebbe probabilmente finito sul mercato. Sono rimaste scorie? Questo può saperlo solo Inzaghi nel suo intimo, ma nel frattempo il tecnico nerazzurro ha esteso di un ulteriore anno il suo accordo con l’Inter e insieme a Baccin e Ausilio ha iniziato a mettere le basi per l’Inter del prossimo anno, già rinforzatasi con Taremi e Zielinski. Il rapporto tra loro tre è saldo e non mancano serate organizzate anche solo per seguire insieme un po’ di calcio europeo in tv. Tutte cose che fanno pensare a una lunga permanenza, anche se poi il calcio è sempre pronto a sorprenderci e le voci dell’interesse del Liverpool su Inzaghi sono tutt’altro che infondate. Anzi, anche il Chelsea sta raccogliendo informazioni. 

    Rimane da capire come si pone Inzaghi di fronte a queste voci, che per adesso sono tali, ma che presto potrebbero trasformarsi in opportunità di lavoro. Chi lo conosce bene sa che l’unica ossessione che riempie la sua testa è quella della seconda stella. La linea d’orizzonte di Simone Inzaghi è piazzata al Renato Dall’Ara di Bologna, poi si sposterà a Madrid. Il prossimo sarà un mese delicato e la distrazione non è il segno distintivo di un tecnico che due settimane fa ha chiesto di rimanere concentrati anche nel sonno. Al termine di ogni cosa ci sarà il confronto annunciato dallo stesso tecnico nerazzurro, una tavola rotonda cui Inzaghi prenderà parte con il massimo della predisposizione, ovviamente partendo da nuovi punti di osservazione. Aprire un ciclo è la cosa che più piacerebbe a tutti, serviranno i giusti presupposti.

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