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Ibrahima Mbaye, giovane difensore dell'Inter, ha parlato, in una lunga intervista ad Inter Channel, di come abbia deciso di diventare un calciatore e dei suoi primi due anni con la maglia neroazzurra: 

In Africa si comincia a giocare non appena cammini, a piedi nudi per strada. Poi crescendo ho scelto il calcio preferendolo alla scuola, mia madre si arrabbiò ma il calcio mi piaceva troppo e oggi sono qui. Se c'era qualcuno più bravo di me? Non dico mai di essere il più forte, e anche se mi rendo conto non lo dico. Credo di essere stato molto fortunato a venire qui. In Senegal si segue il campionato francese, ma squadre come Inter e Juventus sono conosciute in Africa, si vedono in tv. Se seguivo qualcuno in particolare? No, io ho deciso di prendere qualcosa da diversi giocatori". Sul ruolo : “Sono giovane, ho tempo di imparare. All'Inter agli inizi giocavo da centrocampista, poi ho giocato in difesa durante una partita ad Arco dove un difensore si fece male”.

Stramaccioni è stat importante per me e per gli altri, vista la vittoria in Next Generation Series. Ho imparato tanto da lui, anche dal punto di vista umano: è sereno, mi ricordo la finale di Londra, eravamo tutti tesi e per rasserenarci ha fatto una battuta che ci ha fatto ridere. E' una persona molto generosa”.

“Trai miei compagni ho legato molto con mio fratello Alfred Duncan e con Daniel Bessa, che mi hanno sempre difeso specie durante gli allenamenti quando gli altri mi rimproveravano per degli errori. Li ringrazio per questo, anche se ora mi hanno abbandonato... Scherzo, sono molto felice per loro, guardo sempre le loro partite. Alfred sta facendo bene col Livorno, anche se non vince mai in casa; Daniel invece ha avuto quel brutto infortunio, ma è sempre rimasto sereno. Ha iniziato a lavorare solo e ora ha ricominciato a giocare. E' una brava persona, il giocatore non ne parlo nemmeno, sappiamo tutti chi è”.

“In prima squadra ci sono grandissimi difensori come Juan, Chivu, Samuel; da loro hai solo da imparare, per un giovane è molto importante lavorare a fianco di giocatori come loro. I miei folo? Non li conto i miei gol, però ne ricordo uno che ho fatto col sinistro, piede che non uso mai".

"Quando sei all'Inter, capisci subito che devi vincere. Rispettando ovviamente l'avversario. L’esordio in Europa League? E’ stato bello, anche se le emozioni riesco sempre a non farle trasparire, sono bravo a controllarmi. San Siro? E' lo stadio più bello dove sono stato. Sono andato la prima volta per Inter-Barcellona di Champions League, poi ho fatto il raccattapalle. E' una bella sensazione essere in campo vicino a certi campioni, ma è sempre stato il mio sogno. Adesso gioco addirittura con loro, e sono molto felice. Con chi parlo di più in prima squadra? Beh, non parlo molto, però quando non capisco le cose chiedo a tutti, ai difensori ma anche ad Antonio Cassano, che ritengo una bravissima persona. Ogni volta che mi dice che non devo fare una cosa mi spiega sempre il perché".