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Cercava il terzo successo in tre partite, l’Inter. Cercava di mettersi già dietro la Juve di otto punti, ma non ce l’ha fatta. Anzi, se si vuole, ha fatto pure un mezzo passo indietro rispetto alle prime due partite. Un po’ meno brio e consistenza in mezzo al campo: forse sta soprattutto  là la frenata nerazzurra. Frenata alla quale, però, non è certo estranea una eccellente Samp. Squadra che ribadisce la sua propensione al gioco, al coraggio, ma che paga anche i ritardi di Quagliarella là davanti e la inutilità, almeno stavolta, di Caputo alla sua prima volta con la Samp. Cosicché alla fine pari giusto, Sacrosanto. Anche se Inzaghi (due volte avanti e due volte raggiunto) e D’Aversa, ma soprattutto il primo, hanno provato sino all’ultimo a vincere la gara. Con Inzaghi alla fine amareggiato eppur  contento d’aver preso un punto finendo la partita in dieci per l’ennesimo accidente a Sensi a cambi completati. A D’Aversa, invece, con quella storia della Samp che gioca bene ma non vince, sta di traverso sempre più. Sì, perché quella vista è stata una buona Samp pure stavolta. Bella. Bellina, va’,  ma costretta a rimandare ancora il primo centro pieno.    
 
Com’era nelle previsioni, comincia subito forte la Samp. Pressione alta, aggressività lodevole e leale, Barella e Calhanoglu legati mani e piedi da da Thorsby e Silva e Inter costretta sulla difensiva. Handanovic non corre chissà quali rischi, è vero, ma vede i suoi schiacciarsi troppo e persino Dzeko e Lautaro  bassi bassi. Cosicché per un quarto d’ora è solo Samp. Già, ma  all’improvviso cambia tutto. Lautaro (18’) guadagna un calcio libero al limite dell’area genovese e al resto pensa Dimarco, proprietario di un sinistro forte, pulito, preciso: palla nell’angolo alto e buonanotte Audero, probabilmente non posizionato al meglio sulla riga.
Barcolla un po’, la Samp, Perde certezze e pure un po’ di campo. Ma non molla, questo è certo. E, infatti, approfittando di una palla avvelenata dopo un corner, Yoshida (con l’aiuto”  di Dzeko) trova lo spazio per far gol (33’) . Non è un gran bel gol, ma è quello che rende giustizia alla Samp e alla partita. Almeno per un po’, sino a quando (44’) Lautaro -  già un po’ a sorpresa in campo dopo le fatiche in Nazionale – non esalta un suggerimento di Barella battendo di prima intenzione col sinistro e riportando l’Inter sopra. E così la Samp se va al riposo incavolata. Ma pure decisa a non piegarsi ai nerazzurri. Detto fatto. Il tempo di ricominciare, infatti, e Augello, uno dei migliori, fa il verso a Lautaro. Stesso cross (più o meno), stessa porta, stessa eleganza, piede diverso, e gol stupendo pure questo.  E giustizia è rifatta. Anche se a questo punto la partita perde i suoi semirigidi riferimenti tattici e diventa più spontanea, più aperta ad ogni risultato, più disposta alla battaglia che agli ordini degli allenatori. I quali, però, non se ne stanno con le mani in mano. Proprio no. Inzaghi si danna: fuori Brozovic e Perisic: con Di Marco più avanti a sinistra e d’Ambrosio al posto suo in difesa e con Vidal mezz’ala e Barella play.
 
Onestamente? L’Inter non se ne giova chissà quanto. E allora fuori anche Lautaro e dentro Correa, E ancora:  fuori Dimarco e dentro Dumfries. E poi anche Sensi per Calhanoglu. E’ una giostra, più che una partita. Ma l’Inter, che mercoledì se la vedrà con il Real in Champions,  non passa più. Anzi, sei vuole, non è mai  più pericolosa, pure perché nel finale Sensi si ferma un’altra volta. Ovvio, D’Aversa prova ad approfittarne spedendo in campo Torregrossa. Prova a vincere, la Samp, ma non ci riesce. Cosicché, alla fine, tutti felici scontenti. O quasi.


IL TABELLINO
Sampdoria - Inter 2-2 (primo tempo 1-2)


Marcatori: 17’ p.t. Dimarco (I), 33’ p.t. Yoshida (S), 43’ p.t L.Martinez (I), 2’ s.t. Augello (S),
Assist: 43’ Barella (I), 2’ s.t. Augello (S).

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello (32’ s.t. Murru); Candreva, Thorsby, Silva (42’ s.t. Torregrossa), Damsgaard (32’ s.t. Verre); Caputo, Quagliarella (22’ s.t. Askildsen). All. D’Aversa.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Dimarco (21’ s.t. Dumfries); Darmian, Barella, Brozovic (8’ s.t. Vidal), Calhanoglu (21’ s.t. Sensi), Perisic (8’ s.t. D’Ambrosio); Dzeko, Lautaro (17’ s.t. Correa). All. Inzaghi.

Arbitro: Daniele Orsato della sezione di Schio.

Ammoniti  : 22’ p.t. Brozovic (I), 34’ p.t. Thorsby (S), 21’ s.t. Bereszynski (S), 37’ s.t. Colley (S), 42’ s.t. Silva (S), 44 s.t. Dzeko (I), 45' s.t. Correa (I), 46’ s.t. Vidal (I),