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Emergono nuovi particolari raccapriccianti sugli scontri fra gli ultras di Inter e Napoli fuori dallo stadio San Siro prima della partita di mercoledì sera a Milano, che hanno causato la morte del 35enne Daniele Belardinelli, investito da un van. Canale 21 ha pubblicato l'audio vocale di un tifoso partenopeo, che racconta: "Li abbiamo uccisi. Sono scese 200 persone e le abbiamo picchiate. Ne abbiamo investiti 4-5 con l'auto e siamo scesi con le mazze di ferro. Hanno fermato tutti e hanno sequestrato dalle nostre auto picconi, mazze di legno, manganelli e tirapugni; è un peccato perché ci sono tante persone ferite sia dei nostri che dei loro. A loro però è andata peggio perché ne abbiamo feriti gravemente 6-7. Ci sono 4 accoltellati, uno di Napoli e 3 di Milano. C'è confusione. La polizia ci ha fermato e ha bloccato il traffico. Ora stanno controllando i feriti interisti, 5-6 sono molto gravi, uno è morto. Noi stavamo attaccando di nuovo 3-4 interisti quando ci siamo accorti che tra di noi c'era un loro amico morto. Allora ci hanno chiesto una tregua. Hanno spostato il morto e ci hanno applaudito per il gesto. Dopodiché abbiamo ripreso lo scontro". 

Intanto sono previsti nel primo pomeriggio, nel carcere milanese di San Vittore, gli interrogatori per la convalida dell'arresto dei tifosi interisti Luca Da Ros, 21 anni, Francesco Baj, 31, e Simone Tira, 21
, arrestati per rissa aggravata e altri reati in relazione agli scontri del giorno di Santo Stefano prima di Inter-Napoli (un "combattimento", secondo i pm di Milano). Gli avvocati Mirko Perlino e Antonio Radaelli, che difendono i tre, ieri avevano spiegato che era intenzione dei propri assistiti rispondere alle domande del gip Guido Salvini e, almeno per Da Ros, chiedere la scarcerazione.