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La Fiorentina per gli altri, l’Inter anche per sé: in meno di 24 ore hanno frenato la corsa della coppia di testa e accorciato la classifica della Serie A. Per la prima volta ha perso il Napoli (non succedeva dallo scorso aprile), così come il giorno prima era successo al Milan al Franchi. L’Inter ora è a soli 4 punti dalla testa del campionato e anche l’Atalanta, a -7, può sognare. A San Siro è stata una partita bellissima per ritmo, intensità, emozioni, da Premier League più che da calcio italiano. L’Inter ha vinto di un soffio il suo primo scontro diretto, meritando i tre punti nel primo tempo, ma non nel secondo quando il Napoli ha risolto molti suoi problemi e ha spinto i nerazzurri sempre più indietro. Il finale è stato incredibile, prima Mario Rui (deviazione di Handanovic e palla sulla traversa) e poi Mertens (da due passi) hanno avuto l’occasione per pareggiarla. Dopo Fiorentina-Milan di sabato, anche Inter-Napoli è stata una partita giocata a mille e per questo anche con molti errori, che l’hanno resa ancora più elettrizzante.

UN TEMPO DA INTER - I primi 45' dell’Inter hanno raggiunto livelli notevoli, da sembrare quasi perfetti. Quasi perché dentro c’era anche il gol del Napoli, nato da un errore di Barella, ma già prima della rete di Zielinski la squadra di Inzaghi aveva messo la partita sul piano deciso dall’allenatore: il ritmo, la velocità, l’aggressività. Il Napoli è rimasto sorpreso dalla veemenza dei nerazzurri che hanno strappato il possesso palla (56 per cento al 45') alla squadra che aveva la media più alta del campionato in quella specialità. A poco è servita l’idea di Spalletti di marcare Brozovic (una sua creatura come regista) a uomo con Zielinski, l’Inter si muoveva compatta e armoniosa mentre il Napoli andava avanti a strappi. Come quello del gol: palla recuperata da Zielinski su tocco sbagliato di Barella, poi circolazione veloce da Osimhen, a Insigne a Zielinski, tiro dal limite e palla sotto la traversa. Da notare, in quell’azione, il bel movimento di Osimhen che, una volta ceduta palla, ha tagliato verso sinistra portandosi dietro Skriniar e aprendo il corridoio per Zielinski.

RIGORE...ITALIANO - Incassato il gol dopo 17', l’Inter ha ripreso a spingere e ad attaccare soprattutto a destra dove Darmian era imprendibile per Mario Rui. La squadra di Inzaghi saliva tutta insieme, sugli esterni, in mezzo con Barella e Calhanoglu e anche con Bastoni. L’azione che ha portato al rigore dell’1-1 è stata tutta italiana: proprio Bastoni si è messo a dialogare sulla sinistra e, quasi di soppiatto (a Napoli direbbero “tomo tomo”), è sfilato alle spalle di Di Lorenzo dove Perisic gli ha recapitato la palla, cross del giovane difensore che Di Lorenzo, in recupero, non è riuscito a controllare, Darmian sul secondo palo ha rimesso la palla in mezzo sfruttando l’errore di posizione di Mario Rui che aveva stretto al centro e lasciato spazio all’esterno nerazzurro, il destro di Barella ha fulminato Koulibaly col braccio largo per respingere il tiro. Valeri, a due passi, ha stabilito che non fosse rigore, Inzaghi si è imbufalito e ha preso il giallo mentre l’arbitro romano andava al monitor per accorgersi, su segnalazione di Aureliano, che il tocco di Koulibaly in effetti era da rigore. Sul dischetto, dopo l’errore nel derby, non si è presentato Lautaro ma Calhanoglu, botta secca del turco e pareggio.

LA RIMONTA - L’Inter ha alzato ancora di più il ritmo aumentando la difficoltà della difesa del Napoli che un paio di volte si è liberata della pressione dei nerazzurri e con Osimhen ha avuto un paio di buone possibilità. Nel finale del primo tempo l’attacco interista si è fatto più insistente e su calcio d’angolo, battuto da Calhanoglu, Perisic è sbucato sul primo palo alle spalle di Anguissa e di testa ha girato in rete: non c’era nessun napoletano appostato sul palo e Ospina ha respinto quando la palla aveva già superato la linea bianca. Al Napoli mancava l’apporto di Lozano, mai coinvolto nella manovra, ma in quel primo tempo il suo principale problema era nel controllo del gioco: a differenza del solito, Fabian Ruiz e Anguissa non erano in grado di prendere in mano la squadra. Questo disagio porterà alla fine al peggior dato statistico del suo campionato come tiri subiti (17), come tiri nello specchio subiti (7) e come tiri effettuati (solo 9, di cui 6 nella ripresa). Peraltro, gli azzurri sono arrivati all’intervallo con due gialli pesanti, quelli della coppia centrale della difesa, Koulibaly-Rrahmani.

GARA CHIUSA - A inizio ripresa è cambiata la scena, tutto quello che non andava bene nei primi 45 si è rimesso a posto. Ha cominciato a giocare anche Lozano e un suo dribbling su Perisic con tiro-cross successivo è diventato un pericolo serio sventato da Skriniar. Dopo 10' un brutto scontro aereo Skriniar-Osimhen ha costretto il nigeriano a uscire dal campo con un occhio gonfio, Spalletti ha messo Petagna che non ha mai inciso. Dopo altri 5', l’Inter ha colpito ancora, stavolta in contropiede. Palla respinta da Barella e agganciata da Correa nella lunetta della propria area di rigore, l’argentino è partito con la palla incollata al piede verso l’area del Napoli, Fabian Ruiz lo ha rincorso inutilmente, Lautaro Martinez si è allargato a destra mentre Mario Rui, sbagliando come nello stesso modo in cui aveva sbagliato nell’azione del rigore, ha stretto al centro invece di seguire l’attaccante argentino che ha ricevuto una palla perfetta dal suo connazionale dopo 65 metri di progressione, diagonale terribile sul secondo palo e tre a uno. Per Lautaro, una liberazione dopo 336' di astinenza. Tre gol presi dal Napoli in 60 minuti, tanti quanti ne aveva subiti nelle prime 10 gare del campionato.

CAMBI PRO-NAPOLI - Inzaghi ha tolto Correa e Calhanoglu per mettere Dzeko e Vidal, poi dentro Dimarco e Gagliardini per Barella e Lautaro, con Perisic che è diventato seconda punta dietro a Dzeko e Dimarco esterno sinistro. L’Inter è uscita rivoluzionata e ha perso dei preziosi riferimenti, ma quei cambi erano inevitabili per la stanchezza dei sudamericani di rientro dalle nazionali e in prospettiva Champions. E’ migliorato invece il Napoli con le sostituzioni di Spalletti, una su tutte Mertens al posto di Insigne. Proprio il belga, rubando palla a Dzeko insieme ad Anguissa, l’ha messa all’incrocio dei pali con una conclusione spettacolare. Gol numero 103 in campionato, Mertens ha superato Vojak (102) nella classifica dei cannonieri napoletani di tutti i tempi in Serie A e ora è al comando. L’Inter si è impaurita e si è ritirata a ridosso della propria area. Il Napoli ha avue due clamorose occasioni per pareggiare, la prima con un colpo di testa a botta sicura di Mario Rui (a sua volta imprendibile in questo finale) deviato da Handanovic con le punte delle dita sulla traversa, la seconda con Mertens che in pieno recupero ha messo la palla fuori.

 
 
Inter-Napoli 3-2

Marcatori: 17’ Zielinski (N), 25’ Calhanoglu rig., 44’ Perisic (dal 43’ s.t. Satriano), 16’ s.t. Lautaro, 33' s.t. Mertens

Assist: 17’ Insigne (N), 44’ Calhanoglu (I), 16’ s.t. Correa (I)

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, Ranocchia, Bastoni; Darmian, Barella (dal 25’ s.t. Dimarco), Brozovic, Calhanoglu (dal 17’ s.t. Vidal), Perisic; Correa (dal 17’ s.t. Dzeko), Lautaro (dal 25’ s.t. Gagliardini).

Napoli (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Rrhamani, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Anguissa; Lozano (dal 30’ s.t. Elmas), Zielinski, Insigne (dal 30’ s.t. Mertens); Osimhen (dal 10’ s.t. Petagna).

Ammoniti: Osimhen (N), Koulibaly (N), Rrhamani,  Calhanoglu (I), Vidal (I), Dzeko (I)

Espulsi:

Arbitro: Paolo Valeri (della Sezione di Roma 2)

VAR & AVAR: Aureliano, Longo