Mauro Icardi ha valicato i cancelli di Appiano Gentile alle 9.41, poco prima di lui erano arrivati Giovanni Gardini e Beppe Marotta. Dopo il grande gelo, le parti provano a riavvicinarsi, ma alla mediazione diplomatica della società dovrà seguire il si definitivo di allenatore e squadra, che dall’attaccante si aspettano un bel discorsetto. Il primo contatto tra Icardi e Spalletti è stato abbastanza asettico, col tecnico toscano pronto ad illustrargli il programma che prevedeva una prima parte da svolgere in palestra insieme al resto del gruppo e una seconda parte da svolgere in differenziato per recuperare la forma migliore.

UN MESSAGGIO DAI TIFOSI - Alle 13.47 l’auto di Icardi è riapparsa fuori dai cancelli della Pinetina, l’ex capitano si è imbattuto in un messaggio recapitatogli da alcuni tifosi giunti appositamente per lui: “Facci sognare ancora, bentornato Maurito”. L’attaccante ha salutato con un sorriso appena accennato e ha tirato dritto per la propria strada. D’altronde il clima non è ancora quello di pace, dato che anche oggi Icardi ha respirato che i giorni a venire non saranno certamente una passeggiata. C’è da recuperare il rapporto con Spalletti e con parte dello spogliatoio e nessuno ha intenzione di compiere passi indietro.

LO SPOGLIATOIO ATTENDE UN CENNO - Nel frattempo l’Inter si è rimboccata le maniche ed è andata avanti anche senza Icardi. Sarebbe stato impensabile fargli trovare un tappeto rosso in segno di bentornato. Spalletti è troppo esperto e conosce le “leggi” basilari di un gruppo. Senza l’aiuto di Icardi, c’è stato chi ha riportato l’Inter al terzo posto e ad oggi la priorità va tutta a loro. Questo non sarà un boccone semplice da ingoiare per l'argentino, che al rientro dei nazionali si ritroverà nello spogliatoio anche Brozovic e Perisic, con i quali ormai da tempo non c’è un grandissimo rapporto. Tuttavia Spalletti non ne fa un discorso di fazioni ma di insieme e se Icardi dimostrerà di aver compreso i suoi errori, tutti sono pronti a riaccoglierlo. In caso contrario, invece, la ferita non conoscerà guarigione e la rottura, nonostante il lavoro di mediazione della società, sarà irreversibile.