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Carlo Cottarelli rilancia l'idea di un azionario popolare per l'Inter. L'economista, tifoso nerazzurro, ha dichiarato in un'intervista a Tuttosport: "In Germania, vedi il Bayern, le società sportive sono associazioni di tifosi. Questa sarebbe stata la vera rivoluzione, un sogno molto romantico di collocare i tifosi al centro delle società calcistiche. Adidas, Audi e Allianz rappresentano il 25% del totale, il restante 75% è determinato da 170 mila tifosi, che di fatto hanno il controllo della società. Anche per un azionariato popolare è utile avere una base, come quella dei bavaresi, che conta sulle famose tre A".  

"Zhang non sembrava interessato al progetto? Loro sanno che ci siamo. Il problema più recente dell'Inter, mi pare di capire, sia di liquidità. Il nostro è un progetto a medio termine, non è che renderebbe subito disponibili centinaia di milioni. Andiamo avanti per la nostra strada, a settembre organizzeremo un evento per pubblicizzare questa idea: non è solo una questione di Inter, è la promozione dell'azionariato popolare e diffuso che vale per tutte le squadre". 

"Il nostro progetto era di rafforzare il capitale dell'Inter, non di entrare come soci di maggioranza. L'obiettivo è creare un legame identitario fra il tifoso e la società, così si crea un senso d'appartenenza maggiore e sono più semplici anche le attività commerciali. Si va allo stadio con la famiglia, si comprano i prodotti della società: una base più solida dell'investitore straniero che viene qualche anno e poi se ne va. È il sentirsi propria la squadra per cui fai il tifo". 
"La nostra azione è stata vista da molti come una cordata di vip, ma non è così. Sono 16 interisti che hanno creato questa s.r.l. con mille euro a testa. Poi ci sarebbe chi potrebbe metterci altre risorse, oltre alla faccia, dato che dal punto di vista operativo non siamo partiti, con la volontà chiara di lanciare l'idea che porta per l'appunto all'azionariato popolare". 

"Mi immagino un tifoso dell'Inter numero uno dell'Inter? Certo, del resto Rummenigge è il presidente del Bayern. L'importante è l'essere tifoso. Zhang stesso mi sembra stia diventando sempre più interista. L'abbiamo visto sul tetto della società a festeggiare ed è positivo. Io non faccio una distinzione tra proprietà nazionale o straniera. Quello che vedo nel calcio moderno, e faccio un discorso generale, è che spesso le proprietà puntino alle opportunità di business. Un grande di club di calcio che non mira alla massimizzazione del profitto nel breve periodo, una coniugazione di risultati e di sogni dei tifosi".