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Fino alla stagione 2018-19 Milan Skriniar era considerato il miglior difensore della Serie A, insieme a Giorgio Chiellini. Idolo dei tifosi, titolare imprescindibile dell'Inter e oggetto delle attenzioni di mercato dei top club europei, dal Barcellona al Manchester United. Fu brava l'Inter, in quella fase, a resistere alla tentazione di cederlo, perché su un classe 1995 di quel calibro si poteva e si doveva costruire la difesa del futuro.

POI ARRIVA CONTE... - Poi da settembre 2019 è cambiato tutto, e il cambiamento, per il club nerazzurro e per il difensore slovacco, ha un nome e un cognome: Antonio Conte. Il tecnico salentino durante la stagione scorsa ha optato per la difesa a tre, anziché a quattro, e ha reputato (con qualche ragione) che Skriniar fosse inadatto a questo modulo. Conte così ha relegato ai margini dell'Inter uno dei due migliori marcatori puri della Serie A, preferendogli Stefan de Vrij (pessimo ieri con il Real Madrid), D'Ambrosio, Bastoni, Godin (nella scorsa stagione) e persino l'impresentabile Kolarov. Fra la sua idea e le qualità dei giocatori a disposizione, di Skriniar in questo caso, Conte ha scelto la sua idea. 
IL DOVERE DI RECUPERARLO - In questa stagione di mezzo ci si è messa anche la positività al Covid-19 da parte di Skriniar, che è tornato fra i convocati per il match di Valdebebas dopo che era stato assente dalla partita contro la Lazio dello scorso 4 ottobre. Ora, però, di fronte a una difesa che ha incassato 15 gol in 9 partite fra campionato e Champions, Conte ha il dovere di recuperare Skriniar, patrimonio tecnico ed economico del club, anche a costo di andare a rivedere il suo fondamentalismo sul modulo. Conte prenda in considerazione di passare alla difesa a quattro: sarebbe l'ideale per Skriniar, ma non solo per lui.