L’Inter è più forte del Benevento e si sapeva. Ma si sapeva anche che era più forte del Pordenone e finì ai calci di rigore. Questa volta, invece, dopo sette minuti, eravamo già 2-0, quindi il 6-2 finale non sorprende per niente. I campani hanno messo piede in un San Siro silente e malinconico per giocare a calcio e non per fare del difensivismo bieco. Così ne è venuta fuori una partita piacevole e, fino all’intervallo, teoricamente aperta. Poco prima della pausa, però, Dalbert ha segnato il gol del 3-0. Un sigillo. Per quel che conta - ma una partita di Coppa Italia conta sempre - è stata la serata di Candreva (secondo e sesto gol) e di Lautaro Martinez (quarto e quinto gol) che nella ripresa Spalletti ha messo davanti al posto di Icardi, sostituito da Politano.

Il capitano ha sbloccato il risultato dopo appena due minuti su calcio di rigore, assai generoso, fischiato dall’arbitro Giua: il tocco di Antei sul piede destro di Candreva è minimo e non tale da giustificare la massima punizione. Ma tant’è. Ci sono arbitri che si lasciano intimidire da San Siro perfino quando è desolatamente vuoto. Ovviamente l’Inter avrebbe vinto lo stesso magari faticando un po’ di più. Si dà il caso, infatti, che, subito dopo il rigore dell’1-0, Roberto Insigne, il migliore dei beneventani, abbia messo in mezzo una palla da sinistra sulla quale Skriniar ha bucato e Tello ha colpito a botta quasi sicura. Quasi perché Padelli, sostituto di Handanovic, si è opposto con il corpo. Candreva, come detto, ha sistemato tutto al 7’, quando da angolo di Brozovic, Icardi ha colpito di testa, la palla ha battuto sul palo tornando al centro dell’area e da lì l’ex laziale ha esploso un diagonale preciso passato sotto le gambe di un difensore.

Più o meno giustamente l’Inter ha deciso di gestire il doppio vantaggio e il Benevento di provare a riaprire la partita. Improta, un altro che ha fatto una buona gara, ha tirato alto di un palmo. Poi ancora Insigne ha chiamato Padelli ad un doppio intervento su conclusione da sinistra. Tutto questo perché il confronto, ben lungi dall’essere accademico, si è sviluppato su buoni ritmi e il gioco è stato favorito da parecchi spazi. Dire che l’Inter ha aspettato per agire di ripartenza forse è troppo, ma il terzo gol (assist di Perisic, sinistro di Dalbert in sovrapposizione) l’ha ricordata molto.

Non so se i due gol di Lautaro metteranno in imbarazzo Spalletti (non credo proprio), tuttavia è chiaro che il ragazzo può giocare più efficacemente al posto di Icardi piuttosto che nella linea dei trequarti. Ha segnato due gol (uno di testa su assist di Perisic, un altro di destro dopo spunto di Candreva e tocco corto sempre di Perisic), un terzo l’ha mancato perché ha storpiato un magnifico cross di Dalbert con un colpo da bicicletta (una specie di sforbiciata) con palla finita lontano dai pali di Montipo, già gravato da una caterva di gol.

A dimostrazione che il Benevento, nonostante il punteggio largo e smodato, non è rimasto a guardare, Insigne ha fatto l’1-4 su punizione a giro dal limite e, poco dopo, Bandinelli di testa (l’assist era stato di Improta) ha segnato il gol del 2-5 che è andato di traverso a Spalletti (nella circostanza la mancata chiusura era stata di Brozovic). Nulla ovviamente che potesse mettere a rischio la supremazia interista, casomai un segnale che qualcuno pensava già alla doccia. Non Candreva che, dopo essersi visto respingere un tiro da Montipò, ha colpito proprio all’ultimo secondo del recupero (quattro minuti per la cronaca).

Vittoria netta e giusta, ma triste. Quando si gioca in uno stadio vuoto perdono tutti anche quelli che non c’entrano con il razzismo e con i buuu a Koulibaly. Ma i provvedimenti devono essere duri e fino ad oggi sono stati fin troppo disattesi. Nei quarti di Coppa l’Inter affronterà la Lazio in una sorta di riproposizione di quell’ultima giornata del campionato scorso in cui si consumò il sorpasso ai danni della squadra romana nello sprint per la Champions League. Anche il prossimo sarà uno spareggio. E nessuno, tra Spalletti e Simone Inzaghi, può permettersi la sconfitta. Ma uno dei due - questo è sicuro - vedrà sfumare un obiettivo.

@gia_pad

IL TABELLINO Coppa Italia - Ottavi di finale 

Inter-Benevento 6-2 

MARCATORI: 3' rig. Icardi (I), 7' e 45+4' st Candreva (I), 45'+1' Dalbert (I), 3' st e 21' st Lautaro Martinez (I), 13' st Insigne (B), 29' st Bandinelli (B). 

INTER (4-2-3-1): Padelli; Vrsaljko, Skriniar, Ranocchia, Dalbert; Gagliardini, Brozovic (83' Joao Mario); Candreva, Lautaro Martinez, Perisic (67' Borja Valero); Icardi (46' Politano). (A disp. Handanovic, Berni, de Vrij, Vecino, Keita, Nainggolan, Asamoah, Miranda, D'Ambrosio). All. Spalletti. 

BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Tuia, Antei, Di Chiara; Letizia, Tello, Bandinelli, Bonaiuto (85' Sanogo), Improta; Coda (74' Ricci), Insigne.  (A disp. Gori, Sparandeo, Del Pinto, Billong, Maggio, Costa, Gyamfi, Cuccurullo, Zagari, Armenteros). All. Bucchi. 

ARBITRO: Giua (assistenti Caliari e Lombardi, quarto uomo Maggioni, addetti VAR Aureliano e Paganessi). 

AMMONITI: 12' Vrsaljko (I), 18' Gagliardini, 22' st Montipò (B).