L’Inter si squaglia a Napoli, probabilmente inizia a farlo ancor prima di partire per la Campania, quando un demotivato Spalletti sceglie le parole peggiori per caricare il gruppo: “Tenteremo di vincere la partita, però senza rischiare di perderla perché non è una partita come quella dell’anno scorso contro la Lazio. È una partita differente”. Lo è stata anche in campo, visto com’è andata: 4-1 per gli uomini di Ancelotti e Inter spazzata via dal terreno di gioco. Contro l’Empoli non rimane che vincere, sembra scontato, non lo è affatto. Perché gli occhi degli undici nerazzurri scesi in campo questa sera preoccupano. C'è chi sa che lascerà, compreso il tecnico e questo forse ha contribuito a spegnere l’entusiasmo. L’Empoli, invece, deve salvarsi.

IL TUTOR - Spalletti mette a rischio i milioni della Champions, dalla Cina non ne saranno sicuramente contenti. Anzi, forse nella settimana di passione che accompagna la squadra alla sfida contro l’Empoli potrebbe rendersi necessaria la presenza del patron Zhang Jindong, uno che sa come tenere alta la concentrazione dei suoi dipendenti. Può apparire paradossale, ma questa Inter sembra aver bisogno di un tutor, perché sono molti quelli che sembrano aver smarrito la strada maestra. Le voci su Conte e sul mercato hanno deteriorato l’ambiente e senza le giuste motivazioni l’ultima gara casalinga potrebbe trasformarsi in un rischio troppo grosso.

SERVE UNA SVEGLIA - L’Inter vista a Napoli è una squadra svuotata della propria anima. Mai gli uomini di Spalletti avevano sbracato in questo modo e se lo ha fatto in un momento decisivo un motivo ci sarà. Un sintomo che non può e non deve essere ignorato, un segnale che la società deve immediatamente cogliere se non vuole ritrovarsi a raccogliere i cocci. Si ripartirà quasi sicuramente da Antonio Conte, tecnico che prevede un lauto esborso economico. I milioni della Champions servono per sviluppare il progetto e per non compiere passi indietro, quelli che invece in questo momento sta mostrando l’Inter sul campo. L’Inter di un Perisic disarmante e discontinuo, di Brozovic che è tornato a sbracciare come ai vecchi tempi, di Nainggolan che passeggia in campo e di Spalletti che, inspiegabilmente, non lo richiama in panchina. Inter, serve una sveglia.