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L’Inter ha travolto il Benevento e, staccando la Juventus, è scattata in testa alla classifica a punteggio pieno insieme a Milan e Napoli, in attesa di Lazio-Atalanta. Non c’è stato confronto sotto nessun aspetto. L’Inter ha distrutto la squadra di Inzaghi sul piano fisico e tecnico, sistemando i conti già alla fine del primo tempo. Ha dato una chiara dimostrazione di forza, con 45' belli e definitivi, la ripresa è trascorsa come un buon allenamento.

TUTTO SUBITO - Ventotto secondi per piegare la partita, ventiquattro minuti per chiuderla. L’Inter ha imperversato nel primo tempo da festival degli errori del Benevento. C’è stata un po’ di partita fra il primo e il secondo gol dei nerazzurri, ma proprio un po’. Ma prima della mezz’ora la squadra di Conte ha segnato il 3-0 (doppietta di Lukaku) e a quel punto la partita ha rischiato di non avere più senso. Gliel’ha restituito Handanovic, con un altro assurdo errore in questo pomeriggio sannita, aiutando il Benevento a segnare e a continuare a crederci, solo per pochi minuti però, perché subito è arrivato il quarto gol.

INTER PIU’ VERA - L’Inter disordinata e confusa di sabato scorso ha lasciato il posto a una squadra meglio organizzata, più solida, più ricca tecnicamente. E’ successo grazie a 7 cambi, mica uno: Skriniar per D’Ambrosio, De Vrij per Bastoni, Hakimi per Perisic (con Young giustamente riportato sulla sua fascia di competenza, a sinistra), Vidal per Barella, Gagliardini per Brozovic, Sensi per Eriksen e Sanchez per Lautaro Martinez. Quasi tutti i nuovi hanno fatto meglio dei vecchi. In assoluto è sembrata una squadra più concreta, più cattiva, capace di sfruttare la valanga di errori della difesa di Inzaghi.

DISASTRO DIFESA - Neppure un gol (su quattro!) che non sia stato causato da almeno un errore imperdonabile dei sanniti. Sul primo: lancio lungo di Kolarov per Hakimi, con Barba troppo stretto e attaccato a Caldirola, tanto da lasciare all’esterno nerazzurro il tempo e lo spazio per il triangolo con Sanchez e per l’assist per Lukaku che ha bruciato Glik. Sul secondo: tutta la difesa giallorossa fuori tempo, sia a sinistra (ancora Barba) sul cross di Hakimi, sia a destra (Maggio) sull’assist di Young per Gagliardini (a rimorchio dell’azione in piena libertà: e Ionita?). Sul terzo (e qui potremmo aprire un capitolo sulla serie “si parte sempre da dietro..."): regalo di Montipò sul rinvio corto a Gagliardini, cross da sinistra, velo di Sanchez, 3-0 di Lukaku. Sul gol del Benevento (altro capitolo della serie precedente): Handanovic ha fatto direttamente l’assist a Caprari, botta dal limite, palla nell’angolo. Infine sul 4-1: Sensi, Young cross da sinistra, Lukaku ha sfiorato appena, Letizia (entrato da poco al posto del frastornato e infortunato Barba) ha stoppato la palla in area piccola come un gradito cadeau per Hakimi che l’ha toccata in rete.

AMPIEZZA NERAZZURRA - Per cercare di non consegnarsi subito all’ampiezza dell’Inter (caratteristica nerazzurra più che mai accentuata con l’arrivo di Hakimi), Inzaghi avrebbe dovuto allargare la sua difesa con un esterno, come ha fatto nella ripresa (con Foulon al posto di Maggio e Tuia al posto di Roberto Insigne), quando ormai la partita se n’era andata. Sia chiaro, anche in quel caso la differenza tecnica fra le due squadre sarebbe stata difficilmente colmabile. Il Benevento è stato troppo arrendevole nei primi 45', aveva poco del carattere di una provinciale, una squadra che deve salvarsi. Nel secondo tempo, sul 4-1, l’Inter ha rallentato il ritmo pensando solo a gestire il possesso palla: il pensiero era già rivolto alla partita di domenica prossima all’Olimpico contro la Lazio. E’ diminuita troppo la tensione, così ha lavorato un po’ di più la difesa, mai impegnata nella prima parte della gara, e ha dovuto risolvere alcuni problemi. E’ stata fortunata sul palo di Moncini (su quel contropiede c’era Dabo libero in area), prontissimo Handanovic sul diagonale di Letizia e decisivo nel tu per tu con Lapadula, impotente solo sulla doppietta di Caprari.

I CAMBI - Barella era già entrato al posto dell’infortunato Vidal (problema muscolare) e dopo poco più di un’ora Conte ha tolto Lukaku, Sensi e Young per far entrare Lautaro Martinez, Brozovic e Perisic: erano più che indizi per la formazione anti-Lazio... Anche a piccolo trotto, l’Inter ha segnato il quinto gol con Lautaro Martinez, ha colpito una traversa con Gagliardini e un’altra splendida con un pallonetto di Eriksen, ha protestato giustamente per un rigore che Piccinini e Calvarese (al Var) non hanno concesso quando invece il tocco di mano di Tuia sul tiro di Barella era evidente.

VALANGA INTER - La squadra di Conte è stata travolgente. Nei primi 45' avrebbe potuto segnare altri tre gol, nella ripresa altri quattro, non ha lasciato via di scampo al disorientato Benevento. Hakimi (gol e assist), Lukaku (doppietta), Young (assist), Gagliardini (gol e assist), Vidal (un continuo recupero di palloni) e Sanchez (assist, veli, giocate strepitose) hanno fatto un partitone. In due gare la squadra di Conte ha già segnato 9 gol (non ne faceva così tanti nelle prime due giornate di Serie A dal 61-62 e comunque non ha mai fatto meglio), Lukaku è già in testa ai cannonieri con 3 reti, come Ronaldo. Se arriva Kanté, diventa la vera candidata allo scudetto.


IL TABELLINO

Benevento-Inter 2-5 (primo tempo 1-4)

Marcatori:
1' e 28' Lukaku (I), 24' Gagliardini (I), 33' e 75' Caprari (B), 42' Hakimi (I), 71' Lautaro (I)

Benevento (4-3-2-1): Montipò; Maggio (45' Foulon), Glik, Caldirola, Barba (37' Barba); Ionita, Schiattarella, Dabo (70' Hetemaj); Insigne (45' Tuia), Caprari; Moncini (63' Lapadula). All. F. Inzaghi

Inter (3-4-1-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Kolarov; Hakimi, Vidal (51' Barella), Gagliardini (80' Eriksen), Young (65' Perisic); Sensi (65' Brozovic); Lukaku (65' Lautaro), Sanchez. All. Conte 

Arbitro: Piccinini di Forlì

Ammonito: 73' Schiattarella (B)