Luciano Spalletti non è in scadenza di contratto. Anzi, con una mossa del tutto intempestiva come si ci siamo già permessi di sottolineare, prima ancora che incominciasse questo campionato gli è stato rinnovato il contratto in scadenza tra un anno. Non sarà certamente lui, quindi, a salutare l’Inter a fine stagione, visto che non risulta un interesse del Real Madrid, né di altri grandi club, nei suoi confronti. Più probabile, con l’aria che tira ad Appiano Gentile e dintorni, che sia la società a decidere che il suo ciclo all’Inter è già finito dopo appena due stagioni.

E allora, se sarà proprio così, è giusto chiedersi non soltanto chi arriverà al suo posto, ma soprattutto quale allenatore sarebbe più adatto per rilanciare la squadra nerazzurra, che non vince un titolo da nove anni, quando Zanetti e compagni, con Leonardo in panchina, festeggiarono la coppa Italia a Roma, dopo il 3-1 contro il Palermo.

Sfumata la possibilità di rivedere Simeone all’Inter, sono già circolati tre nomi, in ordine alfabetico: Allegri, Conte e Mourinho. Premesso che non c’è ancora la certezza che Allegri lascerà la Juventus, anche se oggi sembra più a rischio lui di Spalletti, pur stimando moltissimo l’attuale tecnico bianconero, un suo passaggio diretto dalla Juventus all’Inter sarebbe troppo brusco in questo momento. E’ vero che Trapattoni, arrivato direttamente dalla Juventus due stagioni prima, firmò giusto trent’anni fa lo storico scudetto dei 58 punti (quando la vittoria ne valeva 2) dell’Inter di Pellegrini. Ed è anche vero che nessuno è mai saltato in corsa dalla Juventus all’Inter come l’amministratore delegato Marotta, ma Allegri dopo cinque anni comunque vincenti alla Juventus avrebbe più difficoltà a sedersi su una panchina di una squadra da ricostruire.

In questo senso il compito sarebbe più facile per Mourinho, in assoluto il tecnico più amato e più rimpianto dai tifosi interisti che gli hanno perdonato persino la sua fuga al Real Madrid, nella notte del “triplete” in cui non rientrò nemmeno a Milano per festeggiare con la squadra. Ammesso che Mourinho non si stia già impegnando di nuovo con il Real Madrid, i cosiddetti cavalli di ritorno non hanno quasi mai avuto successo. Nella storia dell’Inter ci sono già due precedenti clamorosi: il primo di Herrera, che dopo aver vinto tutto con l’Inter negli Anni Sessanta tornò senza successo nella stagione 1973-’74. Il secondo di Mancini, che dopo aver riportato lo scudetto all’Inter, con o senza Calciopoli, non lasciò tracce quando prese il posto di Mazzarri e anzi ebbe la brillante idea di promuovere capitano Icardi, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti.

Per questi motivi non ho alcun dubbio e scelgo Antonio Conte come futuro allenatore dell’Inter, per almeno tre motivi. Il primo è legato al fatto che Marotta lo conosce bene e con lui ha sempre avuto un ottimo rapporto. Il feeling tra allenatore e società è fondamentale e con uno come Conte il caso–Icardi non sarebbe mai nato. Il secondo è legato alla sua abilità di estrarre il meglio dai giocatori a disposizione, come si è visto alla Juventus con i vari Giaccherini e Llorente e poi anche in Nazionale, perché con Conte un’Italia tecnicamente modesta era riuscita a battere la Spagna all’Europeo venendo eliminata soltanto ai rigori dalla Germania. Il terzo, come diretta conseguenza del secondo, è legato alla sua capacità di ricostruire in fretta una squadra vincente, perché quando arrivò a Torino la Juventus era reduce da un settimo posto, quindi molto più indietro dell’Inter attuale.

Ecco perché Conte sarebbe il tecnico ideale per la nuova Inter. Senza sottovalutare, però, due condizioni indispensabili: la prima che davvero Spalletti vada via; la seconda, meno probabile se davvero si è già incontrato con Marotta, che Conte non preferisca altre società.