257
Il secondo posto è dei nerazzurri. Quelli di Gasperini, però, perché i nerazzurri di Conte pareggiano 0-0 in casa con la Fiorentina e rimangono terzi, staccati di un punto. Con tanti saluti alla pazza idea di strappare lo scudetto alla Juventus, che proprio grazie a questo pareggio può festeggiare il suo nono titolo consecutivo, se vincerà a Udine, come nel famoso 5 maggio del 2002. E' vero che I'Inter avrebbe meritato di vincere per la pressione esercitata dall'inizio alla fine e per le numerose occasioni da gol create, compresi due pali, uno per tempo di Lukaku e Sanchez. Ma non si può parlare soltanto di sfortuna, aggrappandosi agli alibi di ogni genere, perché troppe volte quest'anno l'Inter ha sprecato le occasioni per vincere. Una (brutta) storia che si è puntualmente ripetuta contro la Fiorentina, al di là delle grandi parate di Terracciano, sicuramente più determinante di Ribery e di Chiesa, inserito troppo tardi al posto del francese. E allora sarà meglio interrogarsi sui problemi di inserimento di Eriksen, che non può essere lo spento centrocampista di queste ultime settimane, e più in generale sulla mancanza di fantasia e di precisione sotto porta di una squadra che punta più sulla forza fisica che sulla tecnica.

SORPRESA CHIESA - ​Conte ritocca tutti i reparti dopo il sofferto 2-2 contro la Roma. In difesa si rivedono D'Ambrosio e Godin, rispettivamente al posto di Skriniar e Bastoni, fermo restando il titolarissimo De Vrij in mezzo. A centrocampo nuova chance dall'inizio a Eriksen, con Brozovic in panchina come Lautaro, perché in attacco  c'è di nuovo Lukaku in coppia con Sanchez. La sorpresa più grossa, però, è quella di Iachini che risparmia inizialmente Chiesa, preferendogli Venuti sulla fascia destra. Non è una sorpresa, invece, il buon avvio di Ribery, più vivace del suo compagno di reparto Cutrone, subito al tiro che però non spaventa Handanovic. Rimane questo l'unico acuto della Fiorentina nel primo tempo, dominato dall'Inter, ma incapace di trovare il varco giusto anche per l'attenzione con cui Pezzella dirige la difesa viola tra Milenkovic e Caceres.

PALO LUKAKU - Ci provano in tanti a segnare, a cominciare da Barella, ma Terracciano salva sempre con una serie di grandi interventi e quando non ci arriva lui è il palo a negare il gol di Lukaku, che devia di testa un bell'assist di Eriksen. Spinta sulla fascia destra da Candreva, il più vivace e più continuo, l'Inter non si scoraggia nemmeno quando De Vrij è costretto a lasciare il posto a Ranocchia. Ma dopo la sfortuna per il palo colpito, c'è anche la colpa di Lukaku che fallisce il bersaglio da ottima posizione calciando addosso a Terracciano, comunque ancora bravo a deviare.

PALO SANCHEZ - Il secondo tempo incomincia come il primo, con l'Inter che costringe la Fiorentina a difendersi e con un secondo palo, stavolta colpito da Sanchez, smarcato da Lukaku. Come già successo troppe volte quest'anno, dopo avere offerto più fumo che arrosto, l'Inter rischia la beffa in contropiede, ma la volata di Cutrone con il passaggio a Ribery e il tiro finale di Castrovilli non sorprende Terracciano. E allora, per cercare di scuotere definitivamente la squadra, Iachini inserisce Ghezzal e Kouame, richiamando Duncan e Cutrone. Conte aspetta ancora invece prima di cambiare gli esterni, come fa sempre. Escono Candreva e D'Ambrosio, rilevati da Moses e Bastoni, che però va a sinistra, con Godin richiamato a destra. 

STAFFETTA RIBERY CHIESA - La girandola dei cambi non finisce mai e dopo il ritorno di Lautaro al posto di Sanchez, meno vivace delle ultime partite, c'è anche quello di Chiesa che sostituisce l'affaticato Ribery. E proprio Chiesa avvia l'azione più pericolosa, conclusa da Lirola che costringe Handanovic al primo grande intervento della serata. Poco rispetto al maggior lavoro del suo collega Terracciano, sufficiente per evitare la beffa di una sconfitta, ma non abbastanza per scacciare i troppi rimpianti del finale di campionato dei nerazzurri. Quelli di Conte, rimasti al terzo posto, dietro quelli di Gasperini.



IL TABELLINO

Inter-Fiorentina 0-0 (primo tempo 0-0)

Inter: Handanovic; D’Ambrosio (dal 24’ s.t. Bastoni), de Vrij (dal 23’ Ranocchia), Godin; Candreva (dal 24’ s.t. Moses), Barella, Gagliardini (dal 31’ s.t. Brozovic), Young; Eriksen; Lukaku, Sanchez (dal 24’ s.t. Lautaro).

Fiorentina: Terracciano; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Venuti, Duncan (dal 13’ s.t. Ghezzal), Badelj (dal 30’ s.t. Pulgar), Castrovilli, Dalbert (dal 6’ s.t. Lirola); Cutrone (dal 13’ s.t. Kouame), Ribery (dal 30’ s.t. Chiesa).

Ammoniti: Ribery (F), Castrovilli (F), Barella (I), Caceres (F)

Arbitro: Giacomelli (della Sezione di Trieste)