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Un'altra prova anonima, l'ennesima di una stagione in cui i picchi (e le sufficienze) si possono contare sulle dita di una mano. Matias Vecino sembra essersi fermato lì, a quel "l'ha presa Vecino" e il successivo "l'ha ripresa Vecino" delle sfide Champions dell'Inter contro Lazio prima (gara qualificazione) e Tottenham poi. Da allora un percorso che si è sempre più appiattito e una titolarità dovuta più alla mancanza di alternative che non ad una chiara idea di Luciano Spalletti. E oggi il futuro del centrocampista uruguaiano è sotto osservazione nella dirigenza nerazzurra. 

IL PESO A BILANCIO - Sì perché oltre a non essersi rivelato un valore aggiunto, in realtà ad inizio anno Vecino è stato anche un peso nelle scelte societarie, non tanto dal punto di vista tecnico quanto economico. Per acquistarlo dalla Fiorentina, infatti, l'Inter sborsò 25,2 milioni di euro (costo complessivo di clausola e oneri finanziari), una cifra che appesantiva e non poco il bilancio dal punto di vista degli ammortamenti e che costrinse il club nerazzurro ad escludere Gagliardini e Joao Mario dalla lista Champions per rientrare nei paletti del fari play finanziario.

PLUSVALENZA E TOTTENHAM - Un impatto a bilancio che oggi si è ridotto, ma che a fine stagione sarà ancora a carico dei nerazzurri per circa 14,1 milioni. Il suo contratto, infatti, è stato rinnovato lo scorso ottobre per alleggerire ancor più il conto ammortamenti e permettere all'Inter di uscire dal regime di settlement agreement. Così facendo, tuttavia, l'Inter ha diluito anche la quota ammortamento annua riducendo anche l'erosione del costo cartellino. Per fare plusvalenza di almeno 10/15 milioni di euro, quindi, serivrà un'offerta da almeno 25/30. Una cifra che, almeno per ora, ha spaventato il Tottenham, unico club realmente interessato a presentare un'offerta.

PERFETTO PER CONTE - L'Inter in caso di rivoluzione tecnico/tattica potrebbe anche abbassare le proprie pretese pur di liberare spazio a bilancio per almeno due innesti nel reparto, ma in realtà molte delle decisioni sul futuro di Vecino saranno prese in base a quello che sarà l'allenatore che siederà in panchina nella prossima stagione. L'uruguaiano è andato infatti in difficoltà nel 4-2-3-1 disegnato da Spalletti, ma è perfetto nel ruolo di mezzala sia per il 3-5-2 che per il 4-3-3 di Antonio Conte. Se sarà l'allenatore salentino l'erede di Spalletti allora il futuro di Vecino potrebbe essere ancora a Milano.