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Addio sogni di gloria. La sconfitta in casa contro il Torino fa scivolare l'Inter a -8 punti dal terzo posto in classifica occupato dalla Roma, ormai irraggiungibile a 7 giornate dalla fine del campionato. Tradotto: per il quinto anno di fila i nerazzurri non si qualificheranno in Champions League. La dura realtà è che Juventus, Napoli e Roma sono ancora superiori. 

MENO MALE? - Si tratta di un duro colpo per il prestigio e per le casse del club, ma non tutti i mali vengono per nuocere. In questi primi mesi del 2016 l'Inter ha dimostrato di non essere ancora pronta per competere su un palcoscenico così importante. Ancor prima che nella tecnica o nella tattica, le lacune del gruppo vanno ricercate nella mentalità. Di fronte alle difficoltà, invece di compattarsi, la squadra va in confusione e finisce per sgretolarsi. E non è una questione di singoli, basti pensare alla sciocchezza commessa da un elemento di grande esperienza come Miranda in occasione dell'espulsione. La decima (unita a quella ingiusta di Nagatomo per l'inesistente rigore su Belotti) della stagione, un record negativo che testimonia la fragilità nervosa dei nerazzurri. 

UN PASSO ALLA VOLTA - Finora nel girone di ritorno l'Inter ha raccolto 11 punti in meno rispetto alle prime 12 giornate dell'andata, ma il bilancio non è così catastrofico. Infatti non bisogna dimenticare che l'anno scorso, di questi tempi, la squadra di Mancini era decima in classifica con 13 punti in meno rispetto a oggi. Imprese come quelle del Leicester (passato dall'ultimo al primo posto in un anno) sono miracoli irripetibili. 

CALCIOMERCATO - Senza l'incertezza che nasconde il preliminare di Champions, una volta raggiunta la qualificazione in Europa League, la società avrà modo di programmare per tempo le strategie per rinforzare la squadra sul prossimo calciomercato estivo. Banega ed Erkin sono già in tasca a parametro zero, Soriano quasi. Per il resto si cercano un terzino (Widmer, Vrsaljko o Bruno Peres) e un esterno destro (più Candreva che Berardi) oltre al sostituto del pezzo pregiato che sarà sacrificato sull'altare del bilancio tra Handanovic, Miranda, Murillo, Brozovic e IcardiTelles e Ljajic non saranno riscattati. Infine c'è un ultimo motivo di consolazione: poter smentire chi prevede(va) scenari apocalittici per la società di Thohir e Moratti senza i soldi della Champions. Ci spiace per loro, ma l'Inter non fallirà. 

Cristian Giudici

@CriGiudici