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La solita Inter soffre, ma vince anche a Benevento. Dove arriva il sesto successo nelle prime sette giornate di campionato. La metà rispetto alle partite necessarie per ottenere lo stesso numero di vittorie l'anno scorso, quando il sesto successo arrivò solo al 14° turno di Serie A: Inter-Fiorentina 4-2, il 28 novembre. Dopo il derby col Milan e prima della trasferta di Napoli. Che, scherzo del destino, sono i prossimi avversari dei nerazzurri dopo la sosta per le nazionali. Per continuare a fare risultato, servirà un'altra Inter. Meno leziosa e compassata, più concentrata e cattiva. 

POCO VUOTO - Ieri a Benevento è mancato il colpo del ko per mandare al tappeto l'avversario quando era alle corde. Invece, sul 2-0, la squadra si è rilassata. Dimostrando di non potersi permettere di abbassare la guardia con nessuno, nemmeno con gli ultimi in classifica a zero punti e con zero gol segnati in casa. Fino alla rete di D'Alessandro, che ha riaperto la partita e ha sfiorato addirittura il pareggio colpendo un palo nella ripresa. Senza dimenticare la traversa di Memushaj ad Handanovic battuto nel primo tempo, con tanto di gol annullato a Iemmello sulla ribattuta per un dubbio fuorigioco. 

TANTO PIENO - Sui tre punti c'è la firma di Brozovic, autore della doppietta decisiva. Il croato, tornato Epic anche nell'esultanza, ha dato seguito ai segnali di risveglio mostrati settimana scorsa a San Siro contro il Genoa. Spalletti ha confermato che andrà avanti col turnover a centrocampo, dove per 3 posti ci sono 5 elementi: Borja Valero, Vecino, Gagliardini e Joao Mario oltre a Brozovic. Tutti più o meno sullo stesso livello di rendimento. Non a caso, in vista del mercato di gennaio, i dirigenti stanno cercando un rinforzo che possa fare la differenza proprio nel reparto nevralgico. Trovare l'uomo giusto a stagione in corso non sarà facile. Così come non esistono incontri agevoli per questa Inter. Che, per stare in alto, dovrà dare sempre il massimo. Spalletti lo sa: infatti applaude i suoi ragazzi, ma li sprona a fare di meglio. Perché la strada che riporta alla Champions è ancora lunga e piena di ostacoli. 

@CriGiudici