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Dura l(')ex. L'anno scorso Dimarco aveva condannato l'Inter di Spalletti alla sconfitta col Parma. Che sempre a San Siro ha frenato sul pareggio l'Inter di Conte grazie a un altro calciatore in prestito dai nerazzurri: Karamoh, autore di gol e assist. Negando così alla sua ex squadra il sorpasso al primo posto in classifica sulla Juve.

Un'altra analogia riguarda le polemiche arbitrali. Prima di segnare il gol-partita con un gran tiro (e protesta di Handanovic per due avversari in fuorigioco a disturbargli la visuale), Dimarco aveva commesso un fallo di mano in area non visto da arbitro e Var. Protagonisti anche sabato, non solo per il gol di Lukaku convalidato. Infatti ci potevano stare due rigori per i nerazzurri su Lautaro e Biraghi. Inoltre sul tiro di Karamoh, Gervinho è in fuorigioco e disturba la visuale di Handanovic.

Il portiere sloveno ha subito 4 gol nel giro di 45 minuti in campionato: due nell'ultimo quarto d'ora sul campo del Sassuolo e altrettanti nella prima mezzora col Parma. Conte è preoccupato anche per questo, oltre che per una rosa che non gli consente di ricorrere al turnover. Il messaggio dell'allenatore in vista del prossimo mercato invernale è arrivato forte e chiaro a dirigenza e proprietà. 



Oggi Steven Zhang guiderà l'assemblea degli soci, che approverà il bilancio al 30 giugno 2019 con un fatturato salito a 375 milioni di euro al netto delle plusvalenze (40 milioni). Sempre nel pomeriggio a Milano si terrà il consiglio comunale, chiamato a pronunciarsi sul pubblico interesse del progetto targato Inter e Milan sul nuovo stadio di San Siro.

Zhang jr traccerà un bilancio del suo primo anno da presidente e accennerà le prossime mosse per il futuro. Suning ha già dimostrato di voler investire nell'Inter e non si tirerà indietro. Marotta non è da meno, basti pensare alla sue parole pronunciate alla presentazione ufficiale di Conte: "Conosco bene Antonio, sprona sempre tutti a dare il massimo. Non solo i calciatori, ma anche i dirigenti". Più che un rinforzo per reparto come al primo anno di Conte alla Juve (che non faceva le coppe europee) quando a Torino arrivarono Caceres, Padoin e Borriello, servirà un colpo a centrocampo.

Da qui a gennaio ci sono ancora 11 partite da giocare. L'anno scorso, dopo il ko in casa col Parma, arrivarono 7 vittorie consecutive con Tottenham, Sampdoria, Fiorentina, Cagliari, PSV Eindhoven, Spal e Milan. Ora il calendario riserva ai nerazzurri ben 5 trasferte intervallate da una sola gara a San Siro contro il Verona dopo Brescia, Bologna, Dortmund e prima di Torino e Praga. L'Inter ha già un'anima, ma ora deve incarnare la stessa mentalità di Conte: vincente.