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Intermania, Napoli da +18 a -11: non è colpa degli arbitri, decisive le scelte sul mercato

Intermania, Napoli da +18 a -11: non è colpa degli arbitri, decisive le scelte sul mercato

  • Cristian Giudici
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"People have the power". Prova di forza dall'Inter a Napoli sotto gli occhi della cantautrice statunitense Patti Smith, presente allo Stadio Maradona in tribuna al fianco del presidente Aurelio De Laurentiis. Dopo aver rifilato 18 punti di distacco ai nerazzurri nella scorsa Serie A, i campioni d'Italia scivolano a -11 dal primo posto in classifica alla quattordicesima giornata di questo campionato. Hanno tutto il diritto di protestare per le decisioni di arbitri e Var, ma dietro a un divario del genere ci sono altri aspetti. Innanzitutto le scelte sul mercato: sbagliate quelle del Napoli, dove pesano come un macigno le partenze di Spalletti in panchina, Giuntoli nella dirigenza e Kim in campo; azzeccate quelle dell'Inter. 

SOMMER & THURAM - Nell'undici iniziale ci sono soltanto due volti nuovi rispetto alla passata stagione: Sommer in porta e Thuram in attacco. Il primo, al nono clean sheet, salva il risultato con tre grandissime parate su Elmas, Kvaratskhelia e Osimhen (senza dimenticare la mano messa sotto la traversa colpita da Politano). Lo svizzero non sta facendo rimpiangere la cessione di Onana, così come l'attaccante francese si sta dimostrando il partner ideale per Lautaro dopo gli addii di Dzeko e Lukaku. Thuram firma lo 0-3, il suo quinto gol in Serie A, finalizzando un'azione durata un minuto con 22 passaggi fra tutti i 10 giocatori di movimento in campo. E' vero che il Napoli aveva già tirato i remi in barca, ma anche le altre reti arrivano al culmine di due manovre da manuale: da Sommer a Calhanoglu in 30 secondi con 8 passaggi; da Lautaro a Barella in 11 secondi con 6 passaggi. 

CORSA A 3 - Davvero niente male, ma la strada verso lo scudetto della seconda stella è ancora lunga e ricca di ostacoli. Juve (a -2) e Milan (a -6), specialmente senza le coppe europee, hanno tutte le carte in regola per tenere fino alla fine il passo dall'Inter. Che dovrà ancora soffrire e lottare da squadra, come ha fatto benissimo a Napoli. Sperando in un lieto fine come nella stagione in cui Patti Smith pubblicò la canzone "People have the power": 1988/89, quella dello scudetto dei record col Trap in panchina. 
 

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