Come l'anno scorso. L'Inter deve vincere l'ultima giornata di campionato per arrivare almeno quarta in classifica e qualificarsi alla prossima Champions League. Il 20 maggio 2018 la prese Vecino e i nerazzurri si aggiudicarono per 3-2 in rimonta lo scontro diretto decisivo sul campo della Lazio. 

Domenica sera a San Siro arriva l'Empoli, che si gioca la salvezza mentre il Genoa è impegnato a Firenze. Dove l'Inter ha perso 2 punti che ora gli avrebbero già garantito la certezza di centrare l'obiettivo stagionale. Invece, pur rivedendo l'azione al Var, inspiegabilmente l'arbitro Abisso diede il rigore alla Fiorentina per un inesistente tocco col braccio di D'Ambrosio sul cross di Chiesa, tra l'altro autore di un fallo appena prima. E al minuto 101 Veretout firmò il 3-3 finale battendo Handanovic. 

Con i 'se' e con i 'ma' non si va da nessuna parte. La dura realtà è che l'Inter ha disputato un girone di ritorno da metà classifica con 7 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte. Se domenica non dovesse riuscire a battere l'Empoli in casa, la mancata qualificazione in Champions League sarebbe una punizione giusta e meritata. Non ci sono alibi che tengano. Nè possibilità di riscatto, al contrario dell'ultimo ko a San Siro dell'anno scorso contro il Sassuolo. A meno che la Uefa non escluda il Milan dalle coppe europee per il fair-play finanziario, ma sarebbe una qualificazione di "cartone".