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Come l'anno scorso. Ancora una volta il Genoa dell'ex Gasperini spegne le ultime speranze europee dell'Inter. Lo scorso 23 maggio era stato Kucka (poi passato al Milan) a condannare i nerazzurri a una stagione senza coppe, ieri sera il gol di De Maio ha fatto sfumare definitivamente l'obiettivo Champions League

ALTALENA - Giusto così, perché il rendimento della squadra di Mancini in questo campionato è stato troppo discontinuo per centrare il terzo posto in classifica. A cavallo della sosta natalizia il problema era in casa, con un solo punto guadagnato su 9 nei tre turni interni con Lazio, Sassuolo e Carpi. Ora i risultati non arrivano in trasferta, dove l'Inter ha raccolto la miseria di 6 punti su 24 nelle ultime 8 trasferte. 

GOL - Nella scorsa stagione il tallone d'Achille era la difesa con 48 gol subiti (ora 31, la terza migliore della Serie A dopo Juventus e Napoli), adesso c'è il mal di gol in attacco: 44 reti segnate (contro le 59 dell'anno scorso) come il Torino, due in meno della Sampdoria quint'ultima in classifica e solo una in più del Chievo. 

PALLE - Ma l'altalena più grave riguarda il carattere. L'Inter è capace di sfoderare prestazioni con gli attributi come quelle con Roma, Napoli e Juve in Coppa Italia. Ma anche di scendere in campo con un atteggiamento molle, come nei secondi tempi persi con Torino e Genoa. Ieri (6 anni esatti dall'impresa col Barça a San Siro) all'intervallo i giocatori sapevano che la Roma stava perdendo e quindi avevano la possibilità di tornare a -1: avrebbero dovuto mangiarsi l'erba, invece hanno giocato con troppa sufficienza e alla fine sono crollati a -7 dai giallorossi. Peccato. 

FRUTTI - In ogni caso l'Inter, classifica alla mano, resta la squadra che è migliorata di più rispetto all'anno scorso insieme a Napoli e Sassuolo. A differenza delle formazioni allenate da Sarri e Di Francesco, quella di Mancini è stata rivoluzionata sul mercato, con ben 12 nuovi acquisti in una rosa di 24 elementi. Nella prossima stagione il tecnico nerazzurro dovrà raccogliere quanto seminato quest'anno, possibilmente non riproponendo più Melo e Medel insieme a centrocampo: errare è umano, perseverare è diabolico. 

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Cristian Giudici
@CriGiudici