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“Cosa vuoi fare da grande?” “Il calciatore mamma. E tu, papà, mi aiuti a diventare un calciatore.” “Sì certo…”. Cominciano così i sogni. E sono sogni grandiosi perché calciatore è sinonimo di Cristiano Ronaldo, di Messi, di Pogba e pochi altri che si contano sulle dita delle mani. Un sogno facile a tramutarsi in incubo.
 
Ce lo racconta un ex non grandissimo calciatore, ma uomo avveduto. Guglielmo Stendardo, già roccioso difensore di Lazio e Atalanta, oggi avvocato e docente di Diritto sportivo alla LUISS, in un intervista a “Leggo”, dice che sei ex calciatori su dieci (serie A, B e Prima Divisione) a cinque anni dal ritiro, sono a rischio povertà nel nostro Paese. La media europea ne conta invece quattro.

Due le ragioni principali: scarsa istruzione e investimenti avventati. Noi ne aggiungiamo un’altra: l’impreparazione psicologica. Uscire da una bolla più o meno dorata, più o meno da idolo di  folle (grandi o piccole ) ed entrare nella crudele banalità del mondo, non deve essere facile.

Prima di tutto solo il 10% dei circa tremila calciatori professionisti italiani guadagna una cifra elevata, ma gli latri possono comunque permettersi, durante l’attività, un discreto riconoscimento sociale e un tenore di vita più che buono. Quando si smette, però, inizia il ridimensionamento: psicologico ed economico. Un ridimensionamento a cui pochissimi pensano quando ancora giocano e “lì iniziano i disastri”. 

​La diffusa carenza culturale è forse, il punto negativo più importante: il 70% dei nostri giocatori ha solo la terza media. Per loro la laurea e la scuola superiore sono un tabù. La scarsissima conoscenza finanziaria, accomunata dalle sirene del facile guadagno, è l’altro problema, che in questo caso, accomuna grandissimi campioni e comprimari.

Anche i Palloni d’Oro hanno subito pesanti tracolli economici per investimenti sbagliati o superficialità. Baggio, nel 1996, ci rimise 7 miliardi di lire per una truffa orchestrata a suo danno da promotori finanziari. L’investimento nell’azienda tessile Zucchi è costato a Buffon quasi 8 milioni di Euro. Ronaldinho ha pagato multe per due milioni. Anche chi ha guadagnato molto meno ha perso soldi in investimenti sbagliati, attratto dal miraggio di facili guadagni.

È il destino di chi si trova, dopo aver guadagnato facilmente, ad affrontare il mondo col  rischio di alimentare all’infinito una mentalità da adolescente. Un adolescente che, a trenta e passa anni, può facilmente diventare vittima di se stesso e di solerti collaboratori. In fondo tutto era già scritto in Pinocchio: nel Gatto e La Volpe, in Lucignolo e nel Paese dei Balocchi.