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E' finita cantando sotto la pioggia, tutti in coro, accompagnando le note di Lucio Battisti, icona laziale. Contenti i seguaci del Bologna, salvo ad una giornata dalla fine dopo avere visto l'inferno a metà campionato, e quelli laziali, già saziati dalla Coppa Italia - mostrata prima della gara - che si son divertiti alla giostra del gol; contenti giocatori e allenatori amiconi. Inzaghi e Mihajlovic hanno giocato e fatto baldoria insieme, ora sono stati sbattuti sul treno affollato dei candidati alla panchina della Juve. Se va Simone i laziali potrebbero consolarsi con Sinisa al quale hanno dedicato cori affettuosi ricevendo risposta altrettanto affettuosa (pugno sul cuore rimasto colorato di bianco e azzurro).

Si è parlato tanto di futuro prima, durante e dopo questa partita che poteva dire poco di più che la salvezza anticipata del Bologna. Inzaghi alla Juve è un'ipotesi che preoccupa il popolo dell'Aquila e persino il gelido Lotito, se è vero - come Igli Tare ha annunciato - che la settimana prossima ci sarà un incontro fra la dirigenza e l'allenatore. Timori che personalmente ritengo esagerati o quanto meno prematuri poiché - a quanto risulta - finora fra il club campione e il fratello di Pippo non c'è stata neanche una telefonata.

Si è parlato anche di mercato. "Se Inzaghi va a Torino, lo seguirà Milinkovic", si mormorava in tribuna autorità. Suggestioni? Nel nutrito pre-gara dell'ultima casalinga c'è stata anche la beatificazione del serbo, eletto dalla Lega miglior centrocampista del campionato. Boom: e Leiva, allora? E Pjanic, Zielinskj, Fabian Ruiz? Milinkovic si è destato da un lungo letargo solo nel finale di stagione, difficile concordare con la Lega (ma chi, poi? Chi sono i nomi dei grandi elettori?). La sorprendente indicazione ha comunque reso felice Lotito che vede lievitare il prezzo del suo gioiello, crollato rispetto alla scorsa estate.

Per la successione di Allegri circola anche il nome di Mihajlovic, che apprezzo ma onestamente non vedo a proprio agio nel salotto di Agnelli. Sinisa, per ora, si gode il trionfo di un tecnico che ha preso una squadra sbrindellata e retrocessa, l'ha rivitalizzata e condotta ad un traguardo prestigioso. Quattro vittorie e due pareggi nelle ultime sei partite, traguardo salvezza toccato in anticipo. Attraverso il gioco, i gol, la scoperta di giovani come Orsolini e Dijks, la rivalutazione di Destro e Palacio.

All'Olimpico la squadra pareva tremebonda nel primo tempo, ma rigenerata nel secondo. Due gol nell'arco di novanta secondi per ribaltare il risultato, la spinta per tornare in vantaggio dopo il pari laziale, la tenuta del pareggio. Poli, Orsolini e Palacio sugli scudi. A 37 anni e nel finale di stagione, Palacio correva come un pischello, avanti a indietro, a schermare, a recuperare, ad attaccare. La Lazio, al contrario, si è un po’ sfaldata dopo 45 minuti di discreta applicazione e un gol pregevole del suo genietto Correa su imbucata di Leiva; si vedeva che non spingeva al massino e che alcuni suoi alfieri (Acerbi, Leiva, Badelj) erano già con la testa alle vacanze.

Non avendo più nulla da chiedere alla classifica, i giocatori si son divertiti a cercare il gol più che a impedirlo agli avversari. Inzaghi ha approfittato della scampagnata per regalare il debutto al portiere ventitreenne Guerrieri (un suo allievo dai 16 anni) e al difensore Armini, classe 2001 e anche per sganciare Leiva da mezz'ala con Badelj al suo posto. Una sarabanda di gol nei primi 13 minuti della ripresa: Palacio-Poli sinistro non irresistibile; Orsolini in mezza rovesciata; testa di Destro mezza girata di Orsolini a due passi da Guerrieri (convalidato dal Var, ma era da annullare per gomitata dell'ex romanista sul collo di Armini). Al 79' il pari definitivo di Milinkovic su preciso calcio di punizione dal limite.

Bastos è stato il migliore in capo della Lazio e l'autentica rivelazione stagionale fra difensori un po' discontinui (Acerbi a parte) e in taluni casi scellerati. Alla festa finale è mancato ancora una volta Immobile, che non riesce a buttarla dentro su azione da71 giorni. Anche stavolta ne ha sbagliati due clamorosamente, meglio voltar pagina e aspettare il nuovo campionato.

IL TABELLINO

Lazio-Bologna 3-3 (primo tempo 1-0)

Marcatori 14' pt Correa (L), 5'st Poli (B), 6' st Destro (B), 14' st Bastos (L), 18' st Orsolini (B), 34' st Milinkovic (L)

Assist: 14' pt Leiva (L), 5'-6' st Palacio (B), 14' st Immobile (L)

Lazio (3-5-2): Guerrieri; Bastos, Luiz Felipe (8' st Armini), Acerbi; Romulo, Parolo, Badelj (21' st Cataldi), Leiva (28' st Milinkovic), Lulic; Correa, Immobile. All. Inzaghi

Udinese (3-5-2): Skorupski; Mbaye, Danilo, Lyanco, Dijks; Poli (37' st Dzemaili), Pulgar; Orsolini, Soriano, Palacio (45' st Krejci); Destro (26' st Santander). All. Mihajlovic.

Arbitro: Pasqua di Tivoli 

Ammoniti: 7' st Destro (B), 20 st Correa (L), 21' st Leiva (L)