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Infuria la protesta in Iran dopo l'uccisione da parte delle forze di polizia di Mahsa Amini, ragazza arrestata e poi ammazzata per aver indossato male l'hijab, il velo utilizzato dalle donne musulmane: il paese e soprattutto le giovani generazioni sono in rivolta nei confronti del regime di Teheran e non stanno mancando purtroppo i ripetuti episodi di repressione. Le stime ufficiali riferiscono al momento di 41 morti, centinaia di feriti e moltissimi arresti tra i quali quelli di 20 giornalisti, circostanze che stanno generando una fortissima preoccupazione nella comunità internazionale e posto l'ONU in stato di allerta.
DA KARIMI AD AZMOUN - Un fatto che sta assumendo una rilevanza incredibile in giro per il mondo anche per l'inaspettata e clamorosa reazione di alcuni celebri calciatori ed ex calciatori della nazionale (il famoso Team Melli), che si sono schierati apertamente contro la Guida Suprema del Paese, Ali Khamenei. Fra coloro figura anche l'ex Bayern Monaco Ali Karimi, che è ricercato dalle Guardie della rivoluzione islamica per aver supportato le proteste per l'uccisione di Mahsa Amini. Ritiratosi nel 2014, Karimi sta utilizzando la sua grande popolarità in Iran e sui social network invitando i manifestanti a scendere in piazza e condividere sul web i video della sollevazione popolare. Un esempio quello del vincitore di un Pallone d'oro asiatico - autore più volte in passato di gesti eclatanti contro il regime - imitato anche da una delle stelle della nazionale di oggi, l'attaccante del Bayer Leverkusen Sardar Azmoun. Che ha deciso a sua volta di utilizzare un canale molto seguito come Instagram per diffondere un messaggio ai suoi followers: "La semplicità con la quale stanno uccidendo delle persone è uno scandalo. Lunga vita alle donne iraniane. A causa di alcune regole della nazionale non possiamo parlare, ma non reggo più il silenzio. Se mi vorranno depennare dalla lista dei convocati, lo facciano". I messaggi sono stati successivamente cancellati dalle autoritò iraniane, ma quello di Azmoun è stato il la per qualcosa di ancora più grande.
 
LA PROTESTA DEL TEAM MELLI - In occasione infatti dell'amichevole di oggi contro il Senegal, ultimo test prima della partecipazione al Mondiale in Qatar, i giocatori della nazionale iraniana hanno deciso di indossare delle felpe nere durante l'esecuzione degli inni nazionali per coprire il logo disegnato sulle divise da gioco. Una presa di posizione ferma ed efficace, che ha impiegato pochissimo tempo per fare il giro del web, che dimostra come la protesta nei confronti del regime di Teheran si stia allargando a macchia d'olio, fino al mondo del calcio.