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C'è grandissima attesa per la sfida che martedì sera all'Al Thumama Stadium di Doha metterà di fronte l'Iran e gli Stati Uniti. Non tanto per quello che dovrà dire il campo ma per quanto sta accadendo fuori, con  i rapporti internazionali tesi e la battaglia per i diritti umani nel paese mediorientale che è oggetto d'attenzione della comunità internazionale. E così, nei giorni in cui non c'è certezza sul futuro di Voria Ghafouri, ex nazionale, arrestato in patria per "propaganda" contro il regime, sono bastate alcune dichiarazioni fraintese di Jurgen Klinsmann, bandiera della Germania ed ex ct degli USA oggi commentatore per la BBC ed ambasciatore Fifa, sullo stile di gioco dell'Iran a scatenare la furia di Carlos Queiroz, ct della nazionale iraniana che ne ha chiesto pubblicamente le dimissioni dalla Fifa.

L'ATTACCO DI KLINSMANN - Klinsmann, analizzando in diretta alcuni video degli interventi difensivi dei giocatori dell'Iran ha così apostrofato Queiroz e i suoi uomini ponendo l'attenzione sulla, a suo dire "scorrettezza" in campo : "Il modo di giocare dell'Iran è una disgrazia per il calcio, ma sappiamo che è nella loro cultura. Inveire contro il quarto uomo per ogni fallo fa parte del loro modo di fare e Carlos è adattissimo per questa squadra: ha fallito in Sud America con la Colombia, poi con l’Egitto e poi è tornato in Iran".

DIMISSIONI - Un affondo che Queiroz non ha digerito e che lo ha portato a pubblicare una serie di tweet contro  Klinsmann culminati con la richiesta di dimissioni: "Caro Jürgen, hai preso l’iniziativa di chiamarmi Carlos, quindi credo sia giusto chiamarti Jurgen, no? Pur non conoscendomi personalmente, metti in dubbio il mio carattere con un tipico giudizio di superiorità. Non importa quanto io possa rispettare quello che hai fatto in campo: quei commenti sulla cultura e sulla Nazionale iraniana, sui miei giocatori, sono una vergogna per il calcio. Ci aspettiamo che prima di venire a farci visita tu ti dimetta dal ruolo di membro del gruppo di studio tecnico sui Mondiali".

POLEMICA CULTURALE -
Tweet che spostano l'attenzione di quel termine "cultura" dal campo di gioco al mondo attuale, animando una polemica che rischia di scoppiare. "Come americano/tedesco, comprendiamo la tua mancanza di supporto, ma non c'è nessun problema e  nonostante i tuoi commenti oltraggiosi che cercano di minare i nostri sforzi, sacrifici e capacità promettiamo di non esprimere alcun giudizio sulla tua cultura. Sarai sempre il benvenuto nella nostra famiglia". E così Iran-USA si fa sempre più bollente.