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La “Finalissima” tra continenti. I campioni d’Europa contro i campioni del Sudamerica: Italia -Argentina sarà una sfida che racchiude in sé tanti motivi di interesse, a cominciare dal ricordo per il più grande, Diego Armando Maradona.

Sede della partita lo stadio di Wembley a Londra: la scelta della capitale inglese ha provocato nei mesi scorsi qualche polemica, per molti, tra cui il presidente della FIGC Gravina, sarebbe stato più giusto giocare la partita a Napoli, la “casa” del Pibe de oro. Ma l’apertura di un ufficio congiunto nella città londinese tra UEFA E CONMEBOL, “per - parole di Alexander Ceferin - coordinare progetti di comune interesse”, ha fatto svanire il sogno.

PARZIALE CONSOLAZIONE - Per la nostra nazionale il “nuovo” trofeo è una parziale consolazione per la mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar. Il CT Roberto Mancini però sa che questa potrebbe essere l’occasione giusta per ripartire e mettere le basi per un nuovo progetto: allora quale migliore motivazione giocare contro una grande Nazionale come l’Argentina. L’albiceleste attraversa un periodo di grande forma e arriva da una striscia di 31 partite senza sconfitte; i nostri devono dimostrare di aver smaltito la delusione della sconfitta contro la Macedonia e si affidano ai veterani Chiellini, che oggi dà l’addio alla maglia azzurra, e Bonucci in difesa. In attacco ancora qualche dubbio per Mancini, mentre i Sudamericani scenderanno in campo con il trio Messi, Lautaro Martinez, Di Maria: insomma i presupposti per assistere ad una grande partita ci sono tutti.

I PRECEDENTI - Nei 15 precedenti tra le due nazionali, l’Italia ha raccolto 6 successi, 5 pareggi e 4 sconfitte: punto di svolta, in negativo, la sfortunata semifinale di Italia 90 persa dagli azzurri ai rigori. Da allora abbiamo raccolto solo sconfitte.
DIEGO! - Il più grande calciatore di tutti i tempi era argentino ma ha vissuto il periodo migliore della sua carriera in Italia: fosse ancora tra noi lo vedremo sicuramente in tribuna a Wembley, commosso, mentre si batte il pugno sul cuore. Perché Diego Armando Maradona è stato il fuoriclasse di tutti, ma, parole di Jorge Valdano, “Diego es mas argentino que la bandera” Diego è più argentino della bandiera. Però in Italia, e soprattutto a Napoli, è stato amato come in nessun’altra parte del mondo; ecco perché questa partita avrà un fascino particolare.

Forse pensando a quella maledetta semifinale, o magari ricordando il San Paolo in festa mentre partiva il coro “Oh mamma mamma mamma sai perché mi batte il corazon…..”.

Alle 20.45 la parola al campo, con uno spettatore speciale che guarda da lassù.

Italia-Argentina non sarà mai una partita come le altre. Nel nome del più grande.