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Vincere, soffrire per il proprio Paese, per i propri connazionali. E' una lunga riflessione quella che Gigi Buffon affida alla sua pagina Facebook dopo la vittoria sull'Irlanda che ha proiettato gli azzurri ai quarti di finale di Euro2012. "Il giorno dopo è sempre particolare, nell'anima provi un orgoglio e una gioia indescrivibile, l'adrenalina e la giostra d'emozioni vissute cominciano a scemare e quasi quasi ti accompagna un senso di vuoto, quel sentimento che ti fa chiedere: 'beh... e ora che succede??... e' tutto qui??? possibile che quella rabbia, quel furore agonistico siano già assopiti???'".
 
"In realtà in parte è così, capita sempre, capita ogni benedetta o maledetta volta. Il bello dello sport, il bello della vita è proprio quello, assaporare il momento e le situazioni che si affrontano in battaglia. Il dopo - aggiunge Buffon - è sempre un pò deludente, lo dico sempre 'viaggiare e' più bello che arrivare, battersi è più bello che vincerè perchè mentre viaggi o ti batti provi emozioni e sensazioni uniche per la quale vale la pena di vivere, nutri aspettative da quello che stai facendo, che pensi non possano avere eguali; dopo che sei arrivato o hai vinto provi una leggera malinconia e senso di vuoto, perchè credi di non aver fatto nulla di speciale, hai fatto solo il tuo lavoro, quello per cui sei pagato, niente di più...". E secondo Buffon, "per capire realmente che a qualcosa è servito guardi negli occhi qualche tuo compagno d'avventura e scorgi la sua gioia, senti per telefono le persone care, vai per strada e trovi un tifoso-emigrato che ti ringrazia perchè gli hai permesso di non essere deriso dal collega tedesco, spagnolo, greco, ceco, croato ecc...".