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I pochi che hanno la bontà di seguirmi e, magari, di non insultarmi con selvaggio furore, sanno che per il quarto di finale dell’Italia, venerdì, a Monaco di Baviera, avrei preferito il Portogallo al Belgio. Invece, mio malgrado, sarà la squadra del tecnico Roberto Martinez e di Romelu Lukaku ad affrontare l’Italia e a costituire l’ostacolo principale tra la nostra nazionale e la semifinale dell’Europeo.

Tuttavia, ad essere del tutto sincero, il Belgio non ha incantato, anzi. E ad un’analisi meno grossolana e frettolosa della realtà, il Portogallo avrebbe meritato il pareggio e, dunque, il prolungamento dei tempi supplementari, al termine di una partita brutta, caratterizzata da un gol casuale di Thorgan Hazard con errore di Rui Patricio, infarcita di falli e di errori, tanto da farmi dire, alla fine, che se questo è il Belgio, numero 1 del ranking Fifa e da me, come da altri, ritenuto probabile vincitore, l’Italia può stare tranquilla. La partita gli azzurri se la giocano e con reali possibilità di vittoria.

Un po’ perché credo alle parole post Austria di Roberto Mancini (“La prossima sarà più facile”), un po’ perché il Belgio forse non avrà Kevin De Bruyne, uscito per infortunio, e forse neppure Eden Hazard, fermatosi prudenzialmente negli ultimi minuti, dopo una prestazione notevole. E poi c’è la partita assolutamente normale di una squadra che nel secondo tempo ha passato poche volte la metacampo e quando lo ha fatto è successo in contropiede e appoggiandosi quasi sempre a Lukaku, uomo ovunque e attaccante straordinario, ma anche soluzione prevedibile per gli avversari.

Insomma, se dovessi giudicare dal micragnoso 1-0 e dalle occasioni avute dal Portogallo non dovrei farmi troppo impressionare dal Belgio, meno che mai se davvero dovesse rinunciare,  contro l’Italia, sia a De Bruyne, sia ad Eden Hazard.
Eppure c’è qualcosa, in questa nazionale, che, pur non rubando l’occhio, preoccupa. Per esempio la sua solidità difensiva (difende a tre, quindi spesso a cinque), per esempio la qualità dei suoi centrocampisti (Tielemans, Witsel, Thorgan Hazard), dei suoi trequartisti (De Bruyne ed Eden Hazard), la forza impressionante (ma anche la generosità) di Romelu Lukaku.

Non è stato lui a vincere la sfida con Cristiano Ronaldo, per la semplice ragione che Ronaldo non si è visto, non ha giocato e, come spesso è accaduto nella Juve, non ha inciso. Ronaldo o segna o non esiste e ieri non è esistito mostrando, ancora una volta, che la sua idea di calcio è l’accentramento. Non della posizione, ma del pallone. Se ce l’ha lui, tira e qualche volta segna.  Quando ce l’hanno gli altri la sua partecipazione è minima o scadente.

Certo, al momento è il capocannoniere dell’Europeo (anche se con tre rigori su cinque centri) come lo è stato nell’ultima serie A italiana, ma resta un calciatore eccentrico che vuole liofilizzare un gioco di squadra ad una prestazione individuale.

In tutta la partita contro il Belgio ha tirato solo due volte. La prima su punizione mal respinta da Courtois, la seconda con una conclusione facilmente parata dal portiere belga.

Detto tutto questo, la vittoria del Belgio non è congrua in rapporto al tempo in cui il Portogallo ha tenuto la palla e, soprattutto, al palo colpito di destro da Rafa Guerreiro (83’) quando la partita sembrava arrivata allo spirare naturale delle cose.

Sinceramente non so se il Belgio sia stato tanto utilitaristico per caso o per calcolo. So, però, che questa è una squadra contro la quale si può giocare alla pari, che non si chiuderà per ripartire come ha fatto l’Austria e che, dal punto di vista della brillantezza fisica, non sta benissimo. 

Perciò, venga pure avanti il Belgio. La nostra Italia non deve avere paura. 



IL TABELLINO


Belgio-Portogallo 1-0

Belgio (3-4-2-1):
Courtois; Alderweireld, Vertonghen, Vermaelen; Meunier, Tielemans, Witsel, T. Hazard (50' st Dendoncker); De Bruyne (3' st Mertens), E. Hazard (42' st Carrasco); Lukaku. A disp.: Mignolet, Sels, Boyata, Denayer, Benteke, Batshuayi, Trossard, Doku, Praet. All.: Martinez

Portogallo (4-1-4-1): Rui Patricio; Dalot, Pepe, Dias, Guerreiro; Palhinha (33' st Danilo); Bernardo (10' st Joao Felix), Moutinho (10' st Fernandes), Sanches (33' st Oliveira), Jota (25' st Andre Silva); Cristiano Ronaldo. A disp.: Lopes, Rui Silva, Semedo, Fonte, Neves, Gonçalves, Mendes. All.: Santos

Arbitro: Brych (Germania)

Marcatori: 42' T. Hazard

Ammoniti: Vermaelen, Alderweireld (B), Palhinha, Dalot, Pepe (P)